Visualizzazione post con etichetta Racconti di Viaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Racconti di Viaggio. Mostra tutti i post

lunedì 6 settembre 2021

LA PIÙ GRANDE CIRCOLARE D'ITALIA

Roberto Renzi - settembre 2021

Trasporti Pubblici in Romagna questa volta effettua uno sconfinamento nelle vicine Marche. Il motivo è presto detto: dall'orario invernale 2020-'21 nel Bacino Pesaro-Ubino è stata creata quella che verosimilmente è la più grande linea circolare d'Italia!

Non potevamo mancare di fare una prova di viaggio su questo servizio bidirezionale, che tutti i giorni feriali e tutto l'anno (nei festivi è purtroppo rimasta la scarsa offerta di prima) collega con una corsa ogni mezz'ora le tre principali città della Provincia: Urbino, Pesaro e Fano. L'intero anello misura poco meno di 100 km (novantasei secondo Google).

In precedenza la situazione dei servizi feriali, affidati al Consorzio Adriabus e gestiti dall'azienda pubblica AMI e da alcune imprese private, era questa:

Pesaro FS–Urbino: una corsa ogni mezz'ora con riduzione della frequenza il sabato e nel periodo estivo (linea 46);

Pesaro FS–Fano FS: una corsa ogni mezz'ora (linea 99);

Fano FS–Urbino: una corsa ogni mezz'ora fino a Calcinelli e ogni ora fino a Urbino (linea 25 e corse limitate 25a).

Apparentemente non sembra che sia cambiato molto, ma se al potenziamento del tratto Calcinelli–Urbino (da 60' a 30') si aggiungono le mancate soppressioni del sabato e dell'estate, è probabile che su base annua il potenziamento abbia comportato parecchie vetture-km aggiuntive.

Il nuovo servizio è denominato Linea Rossa per il senso di rotazione orario e Linea Verde per quello antiorario, ma sulle tratte che fanno capo a Fano restano anche i vecchi numeri 25 e 99. Il numero 46 è stato invece eliminato dal servizio Pesaro–Urbino e "girato" alla linea che raggiunge Tavullia (ex 48), manco a dirlo in omaggio al grande Valentino...

Qualche recupero di percorrenza viene dai mancati transiti dalla stazione FS di Fano e da Fermignano. In quest'ultimo caso, abbastanza clamoroso, anche la linea 15 (Urbino–Urbania–S.Angelo in Vado) ha subito una limitazione (salvo che per le corse degli studenti) al Bivio Borzaga, in un piazzalone a circa 2 km da Fermignano, dove avvengono nei due sensi le coincidenze con le circolari.

 

Prova d'utenza

Arrivato a Fano con il Rock del Regionale veloce 3907, mi munisco di biglietto di fascia "H" (42,1–50 km), il cui costo (euro 3,85) è sensibilmente inferiore a quello di un analogo tragitto in Emilia-Romagna. In compenso ricordo, per esperienza professionale, che nelle Marche sono un po' più cari gli abbonamenti.

Si tratta di un biglietto extraurbano obliterabile che viene rilasciato per poter iniziare il viaggio sul servizio urbano (linea 8), dove trovo un Crossway: un 12 metri (LE), mi pare, ma forse mi sbaglio perché verrò poi a sapere che su questa linea operano di solito le vetture 461 e 462 che sono dei 10,80 metri. Per raggiungere il Pincio il percorso si svolge attraverso il lungomare (viale Adriatico), dove la circolazione è assai difficoltosa, tuttavia alle 10.03 arriviamo a destinazione, in tempo per le varie coincidenze.

Il Pincio di Fano è il primo nodo di simmetria che incontriamo: ogni mezz'ora qui convergono le linee 8, 25 e 99 e perciò sono possibili tutte le coincidenze. Pare già di essere in Svizzera, ma non esultiamo troppo presto...

Salito sul bus della linea "25/Rossa" in partenza alle 10.05, mi chiedo come sarà possibile che una linea così complessa e lunga possa viaggiare in orario. La prima risposta ce l'ho a Calcinelli, dove è prevista una sosta di comporto dalle 10.27 alle 10.30.

Durante tutto il viaggio, ogni 15 minuti si incrociano le vetture della Linea Verde, Crossway e "Setroni", che appaiono in perfetto orario.

Ah, dimenticavo: il bus è un tre assi Setra S 417 UL della ditta Bucci, una delle imprese private che fanno parte del consorzio Adriabus. Si tratta di un veicolo lungo 14,05 metri con cambio automatico e pianale alto; a bordo non c'è l'annuncio prossima fermata e l'indicatore di percorso è solo anteriore. Il confort di marcia è comunque apprezzabile, l'aria condizionata ben regolata. I dodici turni macchina che coprono le due circolari sono così ripartiti tra i vari gestori: Bucci 4 o 5 turni a seconda dei periodi, Baldelli uno (due d'estate), i rimanenti sono in carico all'azienda pubblica AMI.

La sosta a Calcinelli, lungo la via Flaminia storica (SS 3), non è una delle cose più belle della giornata: per tre minuti si staziona in un punto dove alle autovetture non è consentito superare l'autobus se non portandosi nella corsia opposta (mi diranno poi che gli abitanti non fanno obiezioni particolari). Quando c'è traffico o si esegue un numero maggiore di fermate, è ovvio che si transita senza dover sostare per fare orario, per cui l'autobus fermo lungo la strada sembra essere una situazione relativamente poco frequente.

La seconda micrososta è prevista a Fossombrone, nella piazza Dante Alighieri, ed è di circa un minuto e mezzo; della ventina di passeggeri che erano a bordo a Fano ne restano circa la metà, anche se in questo importante nodo nessuno sale o scende. Dopo la partenza da Fano è salita una sola persona.

Si procede lungo la Flaminia; a tratti è visibile la vecchia linea ferroviaria, chiusa al traffico nel 1987, ancora armata ma in condizioni deplorevoli: vi sono sempre molti appassionati che sperano in un ripristino, anche sull'onda della prossima riapertura della Pergola–Fabriano ai treni storici, ma in questo caso riaprire la linea comporterebbe il rifacimento integrale dell'armamento, il taglio di centinaia di alberi e arbusti e soprattutto la riattivazione di una cinquantina di passaggi a livello, per cui si può immaginare la "contentezza" degli indigeni. Senza contare che metà piazzale della stazione di Urbino è stato occupato dalla fabbrica Benelli.

A mio avviso un grande progetto (ne parlo in via teorica, ovviamente) sarebbe trasformare la ferrovia in tranvia extraurbana e magari chiudere l'anello fino a Pesaro... Ci penseranno le prossime generazioni!

A Calmazzo Bivio (ore 11.00) altra micrososta, in contemporanea con un Crossway della Linea Verde sull'altro lato della strada. Al minuto 30 di (quasi) tutte le ore qui è prevista la coincidenza da e per Acqualagna e Cagli con la linea 24. Nessuna coincidenza invece nel nostro orario, ma le soste di comporto vengono rispettate.

Esattamente 15 minuti sono necessari per giungere al nodo successivo, Bivio Borzaga. Nell'ampio piazzale sono in attesa alcune persone che si dividono tra il nostro bus e quello della linea 15, un MAN Lion's Coach a tre assi che arriva qualche secondo dopo ed è diretto a Fermignano e Urbania, anche se sull'indicatore di percorso figura "Lamoli", località poco distante dal valico di Bocca Trabaria, non raggiunta che da tre coppie di corse. Anche in questo caso, la coincidenza è valida nei due sensi e avviene regolarmente ogni ora al minuto 15. Un residuo collegamento diretto su Fermignano vi è ancora nei giorni festivi, quando vi transitano le uniche due coppie di corse Urbino–Fano della linea 25 festiva, non integrata nelle linee Rossa e Verde.

La salita a Urbino avviene sul vecchio tracciato della SS 73 bis, lungo il quale sono dislocate alcune fermate che sarebbero impossibili sulla variante. Si sottopassano i viadotti della nuova strada e gli imponenti ponti della ferrovia (che in questo tratto avrebbe dovuto far parte della Santarcangelo–Fabriano). Il segnale di protezione ad ala della stazione di Urbino, completamente arrugginito, svetta ancora sull'ultimo ponte.

 

Una passeggiata in Urbino

L'arrivo a Urbino, nell'autostazione ricavata a quota zero del grande complesso commerciale di Porta Santa Lucia – dieci piani aggrappati al monte! – è quasi in perfetto orario. Un minuto si perde perché gli autobus sono costretti a entrare insieme alle auto dirette al parcheggio multipiano. Ci precede un Citytour del servizio urbano, nel lunotto del quale vedo specchiato il display del nostro autobus che indica già "Linea Rossa Urbino–Pesaro". Le linee urbane di Urbino sono tutte effettuate con minibus Daily e Citytour, salvo un ultimo Alé.

I minuti caratteristici delle partenze da Urbino sono 0 e 30 per Pesaro (Linea Rossa), 5 e 35 per Fano (linea Verde-25). Oltre al Setra di Bucci ne è presente uno di Baldelli. Tre ore dopo mi aspetto di ritrovare le stesse macchine poiché il tempo di giro complessivo è appunto di tre ore, ma il Setra di Bucci è cambiato, probabilmente per motivi legati al turno uomo.

Durante la sosta a Urbino mi imbatto in diversi transiti delle linee 3 e 30, ahimé tutte rigorosamente vuote e, dopo una passeggiata giù per la discesa, constato come il piazzale di Borgo Mercatale, storico capolinea urbinate sovrastato dallo splendido Palazzo Ducale, è ormai ridotto a semplice fermata per i soli urbani. Nel periodo scolastico dovrebbe tornare a frequentarlo qualche extraurbano, ma oggi in quasi un'ora l'unica linea extraurbana che vedo transitare è il 107 diretto a Riccione, effettuato con uno Scania e sul quale salgono cinque persone; durante la discesa verso Pesaro incontreremo poi la corsa ascendente pomeridiana della stessa linea. Finalizzata al trasporto universitari nel periodo scolastico, la linea 107 consta durante il periodo estivo di due coppie di corse dal lunedì al venerdì con partenza alle ore 7.45 e 14.05 da Riccione viale d'Annunzio (fermata filobus 39) e da Urbino (Santa Lucia) alle ore 12.05 e 18.25.

 

Il ritorno e l'amara sorpresa

Senza storia il viaggio di ritorno verso Pesaro, svoltosi tra le 14.30 e le 15.25. Nessuna micrososta, nemmeno a Morciola dove erano in attesa i Crossway delle storiche linee CD e CS (Circolari del Foglia). L'integrazione di frequenza non è perfetta, ma nemmeno esiste sovrapposizione. A differenza di queste ultime linee, nel tratto compreso tra il casello autostradale di Pesaro-Urbino e la stazione di Pesaro le linee Rossa e Verde percorrono le vie Gagarin e Pertini e cioè l'asse "interquartieri" a monte della città, invece della Statale Adriatica, fermando anche al centro commerciale Iper Rossini.

A questo punto, dopo aver ammirato quello che appare come un capolavoro di pianificazione – una doppia circolare con diversi nodi di simmetria dove si effettuano regolari coincidenze – ecco l'unica nota dolente. Poiché i minuti caratteristici delle due circolari nella stazione di Pesaro sono intorno ai 0 e 30 in entrambe le direzioni, non esiste una corrispondenza efficace con i treni cadenzati della linea Adriatica.

Ed è un peccato, dato che la stazione di Pesaro è già (all'incirca) nodo di simmetria delle principali categorie di treni.

Infatti i Regionali veloci, che a sud di Rimini non sempre hanno cadenza oraria, a Pesaro sono posizionati intorno al minuto 30 (partenze ai 26 per i pari e ai 32 per i dispari). Intorno al minuto 0 fermano invece nei due sensi le Frecce. La cosa diventa ancora più assurda dal momento che è stato lanciato il biglietto "Urbino Link" che consente di utilizzare il treno AV più il bus. Niente biglietto integrato invece per chi usa i regionali, anche se tutte le "coincidenze" (si fa per dire) a Pesaro sono mostrate sul travel planner di Trenitalia. Un autobus è stato decorato con la livrea Urbino Link, ma durante il mio giro non l'ho visto: probabilmente aveva lo stesso senso di rotazione di quelli che ho utilizzato.

Questa estate la stazione di Pesaro è anche capolinea di alcuni servizi di NTV, e infatti sul primo binario stazionava un Italo AGV (ETR 675) che svolge l'inedito treno per Napoli via Bologna.

Se il Rv 3922 per Piacenza non avesse avuto 12' di ritardo, sarei stato costretto a rimanere a Pesaro per oltre un'ora e avrei dovuto prendere... nientemeno che la mitica Freccia Orobica, in partenza alle 16.45.

La mancata corrispondenza con i treni insieme alle corse ridotte all'osso nei giorni festivi sono gli aspetti meno positivi dell'offerta di trasporto. Lo sforzo migliorativo c'è comunque stato ed è stato grosso: non resta che augurarsi che Adriabus e la Provincia di Pesaro-Urbino tengano duro.

Il viaggio si è svolto martedì 17 agosto 2021. L'amico Federico Sanchez, che ringrazio per le preziose notizie fornite, ha voluto fare interessanti precisazioni, che potete leggere a questo link: NOTE A MARGINE DE "LA PIÙ GRANDE CIRCOLARE D'ITALIA"


Immagini (tutte foto Roberto Renzi, 17-08-2021):

Foto 1 – La corsa partita da Fano alle 10.05 sosta nella piazza Dante di Fossombrone.

Foto 2 – Biglietto extraurbano obliterato sulla linea urbana 8 di Fano. Sui bus del servizio extraurbano è presente da tempo l'emettitrice "Ducati" multi-tariffa ed è possibile comprare il biglietto a bordo senza maggiorazione.

Foto 3 – La coincidenza al Bivio Borzaga .

Foto 4 – Il Setra è giunto all'autostazione di Urbino e si appresta a proseguire per Pesaro.

Foto 5 – Entra in autostazione un mezzo dello stesso tipo dell'impresa Baldelli, che assicura il senso di rotazione antiorario (provenienza Pesaro, destinazione Fano).

Foto 6 – Alle 11.30 parte il primo bus (Linea Rossa).

Foto 7 – Alle 11.35 parte il bus della Linea Verde.

Foto 8 – Le corsie più esterne dell'autostazione sono il "regno" dei piccoli urbani. Il servizio estivo è quasi interamente svolto da mezzi furgonati (Daily e Citytour).

Foto 9 – Pannello promozionale di "Urbino Link"

Foto 10 – Il Palazzo Ducale fa da sfondo ai transiti degli "urbanini". Le persone in attesa saliranno sulla linea 107 diretta a Riccione.

Foto 11 – L'inclinatissima via Mazzini è percorsa da un Daily della linea 30, una circolare a frequenza 10 minuti che collega i vari punti del centro storico.

Foto 12 – A Morciola sostano i Crossway della linea CD-CS. Partiranno entrambi poco dopo il transito della Linea Rossa.





giovedì 29 giugno 2017

Autobus, territorio, paesaggi e residenze esterne.



Seguendo con costanza la realtà del trasporto pubblico, in particolar modo quello romagnolo, ci capita spesso di documentare e constatare quanto esso sia legato al territorio: sono solitamente le immagini fotografiche che ci consentono di creare degli interessanti accostamenti tra autobus, percorsi delle linee e paesaggi in cui essi si muovono.

In una domenica pomeriggio del mese di maggio mi sono trovato a percorrere, con la mia umile utilitaria, la strada provinciale che da Savignano sul Rubicone conduce a Sogliano al Rubicone, proseguendo poi verso Perticara.
Poco prima della cittadina soglianese, all’altezza del Villaggio Baviera, il cui nome è riconducibile ad un tentativo, fallito, di creazione di un insediamento turistico da parte di alcuni imprenditori tedeschi, poi diventato una sorta di “zona residenziale” all’interno del territorio comunale, era in sosta il l’Irisbus 399E.12.35 MyWay matr. 34211 di Start Romagna.
Questa vettura è divenuta, nell’ultima parte dell’anno scolastico 2016/2017, la titolare della linea 169 del bacino di Rimini, tratta che nei giorni scolastici collega, grazie ad una coppia di corse, Sogliano e la Valle dell’Uso con S.Arcangelo, Rimini ed il polo scolastico di Marebello; la presenza in loco della 34211 è  particolare anche per il fatto di aver rilevato il posto dell’Iveco 370S.12.30 matr. 34171, dismesso a fine inverno.
Dopo aver accostato con la volontà di effettuare uno scatto a quell’autobus, mi sono accorto che sullo sfondo la cornice paesaggistica era di notevole rilevanza: le montagne dell’Appennino Romagnolo e Marchigiano, in particolar modo quelle della zona del Montefeltro, adornate di un verde dai toni spiccati.

Riflettendo ad livello organizzativo e gestionale, uno degli accostamenti più importanti tra TPL e territorio è rappresentato dalla residenze esterne, dai mezzi facenti capo ad esse, e dal personale viaggiante che vi svolge tradizionalmente servizio.
La sosta degli autobus nei cosiddetti “depositi esterni” risulta indispensabile per ovviare inutili trasferimenti a vuoto che comporterebbero costi aggiuntivi nello svolgimento del servizio; le residenze consentono inoltre la presenza di autobus in loco per le partenze mattutine, riducendo dalla partenza eventuali ritardi che vanno ad accumularsi in condizioni di viabilità difficili, come nei mesi invernali quando le strade talvolta sono ricoperte da ghiaccio e/o neve.
Anche gli autisti delle residenze sono persone considerate davvero “particolari”: essi infatti sono spesso residenti in quegli stessi piccoli borghi, quindi ben conosciuti dagli utenti abituali; la loro funzione è considerata indispensabile per la comunità, in particolar modo per studenti, persone anziane o più giovani che magari preferiscono non usare l’auto per i lunghi spostamenti. Gli autisti di residenza sono quindi delle vere e proprie “istituzioni”, forse paragonabili al sindaco del paese o al comandante della polizia locale. La conseguenza diretta è una considerazione di profonda fiducia e stima nei confronti di queste figure professionali che, magari dopo aver svolto molti anni di servizio, hanno visto mutare, viaggio dopo viaggio, generazione dopo generazione, la nostra società, gli usi ed i costumi delle persone che vivono in luoghi considerati “sperduti” per coloro che popolano le grandi e medie metropoli.

Francesco Gardini – 29/06/2017

domenica 11 giugno 2017

Montreux e Vevey: SEMBRANO RIMINI E RICCIONE ma siamo sul lago di Ginevra...


Testo e foto di Roberto Renzi - giugno 2017

Questo racconto di viaggio prende lo spunto da un'incursione nella Svizzera Romanda durante il “ponte” del 2 giugno 2017, il cui scopo era quello di visitare la ferrovia-museo Blonay–Chamby, nota in tutto il mondo degli appassionati per la sua eccezionale raccolta di rotabili a scartamento metrico, tra i quali figura anche la locomotiva 4 “cubo” delle Ferrovie Padane, classe 1900, prelevata a Rimini nel 1970, poco prima della definitiva rottamazione dei rotabili ferroviari della Rimini–Novafeltria, rimessa in funzione 12 anni più tardi e tuttora sulla breccia.
La meta finale del nostro viaggio (era con me l'amico Gian Guido, un'enciclopedia vivente della ferrovia) si trova nell'entroterra di una delle zone turistiche e balneari più rinomate della Confederazione: la conurbazione lineare che si sviluppa sulla costa Nord del lago di Ginevra (Lemano), formata dalle città di Montreux e Vevey.
Montreux, 26.433 abitanti, è nota per il suo festival del jazz e per aver ospitato grandi artisti, da Charlie Chaplin a cantanti del calibro dei Deep Purple (fu scritta qui Smoke On The Water) e Freddy Mercury, cui è dedicato un monumento a Place du Marché, cuore della movida notturna. A Montreux morì per infarto, dopo un concerto il primo marzo 2012, il nostro Lucio Dalla.
Vevey, l'antica Viviscum, conta 19.453 abitanti ed è ricca di monumenti e musei. Qui si tiene... quattro o cinque volte in un secolo (l'ultima è stata nel 1999!) la Fête des Vignerons, grande kermesse dei produttori vinicoli.
Scesi di primo pomeriggio dall'Eurocity Milano–Ginevra alla stazione di Montreux, abbiamo impiegato il resto della giornata a vagabondare tra i due centri costieri, ai quali fanno capo qualcosa come tre ferrovie a scartamento ridotto dirette verso l'entroterra e un paio di funicolari, mentre la strada litoranea (per la verità quasi sempre separata dal lago da edifici) è percorsa da una filovia lunga 12 km, che unisce Villeneuve, a Est di Montreux, con la stazione della funicolare del Mont Pélerin a Vevey.
La prima cosa che viene spontanea di fare è il paragone tra questa doppia località turistica e la nostra costa romagnola: il binomio Montreux-Vevey (la “Riviera” del lago Lemano) può ben essere accostato a quello Rimini-Riccione, perché si tratta di due centri turistici di grande importanza, confinanti l'uno con l'altro (le località intermedie possono essere paragonate alle nostre Bellariva e Miramare) e servite da un frequente trasporto pubblico costiero.
La linea filoviaria che unisce le due località rivierasche è stata aperta all'esercizio nel 1957, ma in precedenza - altra analogia con la nostra - il collegamento era assicurato da una tranvia.
La frequenza standard della linea è di 10', per assicurare la quale occorrono nove vetture: il tempo di giro è perciò di 90'; durante il Montreux Jazz Festival, che si tiene in luglio, il servizio è potenziato (con altre 12 vetture secondo Wikipedia).
Fino agli anni novanta vi prestavano servizio filobus a due assi di costruzione Berna / Ateliers de Construction Mecaniques de Vevey con equipaggiamento elettrico Sécheron, in grado di trainare un rimorchio (prassi molto diffusa in Svizzera). Tra il 1994 e il 1996 entrarono in servizio diciotto filosnodati van Hool del modello AG 300T, strettamente imparentati dunque con gli attuali filosnodati di Start Romagna, che sono AG 300T “New”.
Attualmente le unità in servizio sono sedici, poiché due sono state vendute all'azienda di Salisburgo, che dispone di una vasto parco di filosnodati Van Hool. Com'è noto, negli anni Novanta uno di questi mezzi fu provato sulla linea 13 di Bologna in vista dell'acquisto dei primi filobus a due casse (vedi la foto di L. Kaiblinger: vai all'immagine ).

Esaminando la carta delle zone tariffarie ci siamo resi immediatamente conto che in tutto il Cantone di Vaud (capitale Losanna) vige una comunità tariffaria che raggruppa tutti gli operatori ed è articolata in zone tariffarie, né più né meno come l'Emilia-Romagna... con la differenza che qui ne fanno parte anche le Ferrovie Federali. È dunque possibile, con un biglietto da due zone (CHF 3,80), percorrere la relazione Montreux–Vevey sia con il filobus che con il treno (e forse anche con il battello, ma non abbiamo verificato...). Una profonda differenza rispetto al sistema nostrano è data dalla totale assenza di dispositivi tecnologici per la validazione. Il titolo di viaggio viene emesso a mano o dalla macchina automatica con già l'orario prestampato (per i percorsi da una  o due zone la validità è 60') e da quel momento può essere liberamente usato su tutti i mezzi nelle zone indicate su di esso.
Poi ci sono i treni. Le tre ferrovie di montagna, esercitate dalla Società cantonale Montreux-Oberland Bernois (MOB), sono armate in tutto o in parte con cremagliera e svolgono sia il servizio di trasporto locale (le tratte suburbane presentano una frequenza elevata) sia quello turistico: per raggiungere i capilinea montani di Rochers-de-Naye (altitudine m 2042) e Les Pléaides (m 1348) occorre un biglietto più costoso rispetto alla tariffa a zone, un po' come per l'Aerobus di Bologna. La terza linea a scartamento ridotto è addirittura una lunga arteria che da Montreux risale la catena alpina fino all'Oberland Bernese (Zweisimmen), da dove si può proseguire fino alla stazione più alta d'Europa, sul giogo dello Jungfrau! Anche qui però, accanto ai treni panoramici e agli espressi “Chocolate” e “Belle Epoque”, circolano elettromotrici del trasporto locale con cadenza di mezz'ora dal lunedì al venerdì e di 60' il sabato e nei festivi.
A questo punto è d'obbligo una breve sosta per riflettere su cosa avrebbe potuto diventare la ferrovia Rimini–San Marino se fosse sopravvissuta alla guerra... e fosse stata data in mano agli svizzeri!
Ma non è finita: abbiamo detto che con lo stesso biglietto tra Montreux e Vevey si può utilizzare sia il filobus che il treno. Ebbene, mentre il primo ha una frequenza di dieci minuti, la parallela offerta su rotaia è semplicemente grandiosa! Fate conto che ogni ora fermano nelle due stazioni sia treni interregionali (due all'ora) che treni “S” (Schellbahn, la metropolitana regionale, due linee a cadenza 30'): questi ultimi, composti da una doppia (avete capito bene: doppia composizione!) di elettrotreni Stadler FLIRT (simili agli ETR 350 di Tper) eseguono ben tre fermate intermedie e dunque appaiono in diretta concorrenza con il servizio filoviario. In effetti, l'istituzione dei treni “S” portò anni or sono alla soppressione di un servizio su gomma espresso che della linea filoviaria osservava solo le fermate più importanti...
Pur trovandoci nei paraggi di una grande area urbana (Losanna, con 135.000 abitanti nel solo Comune capoluogo), la qual cosa spiega il fiorire di linee suburbane su ferro (come in Italia ha solo Milano), la conurbazione Montreux-Vevey, stretta tra il lago e le montagne, è decisamente meno popolata del sistema urbano costiero romagnolo, del quale ben conosciamo lo standard dei servizi di TPL: solo che qui i trasporti pubblici sono offerti con un'intensità sconosciuta... possiamo ben dirlo, in tutto resto del mondo!
Questa in effetti è la Svizzera, un paese solcato dalle infrastrutture di trasporto più fitte e ardite d'Europa, dove – non è uno slogan – si può perfino vivere facendo tranquillamente a meno dell'automobile.

Immagini.
1. Un filosnodato Van Hool AG 300T in arrivo alla fermata Vevey Gare.


2. Nel centro di Montreux.



3. Le linee di autobus si arrampicano nella parte collinare delle due città e sono in gran parte servite da mezzi della taglia 10,50 come questo van Hool a gas naturale.


4. La fermata Casino, nei pressi del nostro albergo. In questo bacino le linee su gomma sono numerate nel gruppo 200, a partire dalla più importante, la filovia 201.



5. Incrocio di due filosnodati sulla Rue du Lac, la strada litoranea interamente filoviarizzata.



6. Veduta della parte posteriore di un van Hool. La trazione è sul secondo asse e in fondo vi è una larga piattaforma.



7. Tramonto sul lago Lemano.


8. Il monumento a Freddy Mercury.



9. Zone tariffarie della conurbazione Montreux-Vevey con indicate le linee su gomma. La tariffa del biglietto orario per una zona è di 3 CHF (circa 2,85 euro).



10.  Le ferrovie a scartamento metrico che risalgono la montagna offrono un ottimo servizio suburbano. Qui vediamo un'elettromotrice della Vevey–Blonay, sulla quale la frequenza è di 20'...


11. … ma un treno su tre è in grado di marciare sul ripido tratto a cremagliera oltre Blonay e di proseguire fino alla sommità di Les Pléiades.



12. La linea Montreux–Oberland Bernese (MOB), pure a scartamento metrico, ogni ora offre treni espressi panoramici o “a tema” come il Train du Chocolat.



13.  La ferrovia-museo Blonay–Chamby (http://blonay-chamby.ch/fr/home-provisoir/) è una breve linea, chiusa al traffico regolare, che unisce la Vevey–Blonay–Les Pléiades alla MOB. Il 3 giugno si è svolto il Festival del vapore: clou della giornata era questo treno d'epoca trainato da ben quattro vaporiere!



14.  E finalmente raggiungiamo la nostra meta, la locomotiva tranviaria numero 4 (Krauss, 1900) che dopo aver circolato sulla Ferrara–Codigoro, nell'anteguerra faceva servizio sul porto di Rimini, restaurata e rimessa in efficienza dai volontari della Blonay – Chamby.



martedì 20 dicembre 2016

VALMARECCHIA & MONTEFELTRO con il "vecio" 370


Di Roberto Renzi


Il 17 giugno 2012 un'associazione di appassionati bolognese guidata dall'ing. Cantoni organizzò un tour della Val Marecchia a bordo dell'Iveco 370.12.L25 matricola 731, classe 1986 e ancora targato FE.
In quel periodo le linee ex Ferrovie Padane erano già passate da FER a TPER, ma non ancora a START Romagna.
Qui vediamo la 731 appena partita da Rimini eseguire un "Foto-Halt" davanti all'Arco d'Augusto.





E' una bella domenica estiva: i passeggeri sono tutti contenti...


A Villa Verucchio prima sosta in linea, nell'area destinata ai mezzi in transito verso Novafeltria.


Una bella veduta del massiccio di Torriana fa da sfondo al nostro 370, in sosta nei pressi di Ponte Verucchio. Nelle vicinanze c'è, ancora intatto ma completamente isolato, un portale di galleria della linea Santarcangelo-Urbino.



Il bus ha raggiunto Verucchio, dove in servizio regolare giungono solo alcune corse deviate (oltre alla linea 164 e al bus a chiamata).


A Verucchio sopravvive questo vecchio cartello del Touring Club, risalente al 1950 circa. Si sono però dimenticati l'altitudine (330 m slm), che ne fa un "balcone" affacciato sulla Riviera.


CONFINE ITALO-SAMMARINESE. Com'è noto, l'autolinea Rimini-Novafeltria possiede una deviazione internazionale a Gualdicciolo (Repubblica di San Marino).
Questo è il motivo per cui negli anni novanta, alcuni autobus, tra cui il nostro, furono colorati in rosso.



PIETRACUTA (San Leo) - la stazione.
Costruita dallo Stato, fu poi utilizzata dalle Ferrovie Padane dopo il fallimento del progetto della linea Santarcangelo-Urbino, che in questo tratto avrebbe dovuto essere parallela alla Rimini-Novafeltria (un po' come FS e Appulo-Lucane tra Altamura e Gravina!).


Secchiano. Anche qui sosta all'antica stazione delle Padane, il cui piazzale è divenuto un parcheggio.


Finalmente si giunge a Novafeltria, dove il capolinea, in barba alle norme del Codice della Strada, è situato in mezzo alla piazza, come ai vecchi tempi!
Classica foto tra la fontana e il palazzo comunale.


Da Rimini arriva il My Way partito alle 12 da piazza Marvelli: è ormai ora di pranzo e la comitiva sta per ripiegare a Secchiano... dove ci aspettano piada e prosciutto!


Ristorante TANHA di Borgnano (Secchiano)


EX STAZIONE DI NOVAFELTRIA


Assalto ai vecchi cartelli di percorrenza nella rimessa di Novafeltria!


Nel pomeriggio si raggiunge Perticara (linea 162), un paese che è letteralmente appoggiato alla roccia del Monte Aquilone e che è famoso per la miniera di zolfo, operativa fino al 1962.


Nei pressi della Miniera, una tipica palina della rete Padane e il cartello di percorrenza "FP" (non ci ricordammo però di spegnere il display luminoso).


Ancora a Miniera, un percorso accidentato che le corse Novafeltria - S.Agata svolgono come "ingresso e regresso".


Le case del villaggio dei minatori fanno da sfondo al nostro autobus: non è usuale qui vedere impegnati dei 12 metri...


Il Monte Aquilone visto dalla strada tra bivio Perticara e S.Agata Feltria.


Al termine della linea 162, la piazza di Sant'Agata Feltria, paese che vanta una storica rocca già della famiglia genovese Fregoso.


Fotografi scatenati a PONTE S.MARIA MADDALENA... stiamo per incrociare il My Way proveniente da Rimini.


La corsa Rimini-Novafeltria partita dal mare alle 16.00: ancora molti passeggeri a bordo.
Ai tempi della ferrovia, questo era un ponte promiscuo!


VERUCCHIO - la stazione in località Dogana. La SP (ex SS) 258 "Marecchia" per un lungo tratto è stata ricostruita sul sedime della ferrovia Santarcangelo-Urbino. Questo FV, come Pietracuta, fu al servizio della Rimini-Novafeltria, ma solo come fermata a richiesta (notare il cordolo del marciapiede). Oggi il bus ferma un po' più a monte.


Nel ritorno, si compie una deviazione a SANTARCANGELO DI ROMAGNA: finalmente una "vera" stazione ferroviaria... All'esterno c'è il capolinea della 164 Santarcangelo-Villa Verucchio (linea istituita dopo la confluenza di FER nel consorzio ATG), nonché di altri servizi scolastici e non.
Si noti lo stile architettonico, del tutto uguale alle altre stazioni della mai completata linea per Urbino.


Ritorno all'Autostazione di Rimini, in tempo per il rientro a Bologna o in altre città dei partecipanti alla gita.
Questo storico capolinea verrà soppresso pochi mesi dopo il passaggio della linea a START Romagna, avvenuto nel successivo mese di ottobre. La vettura 731, divenuta 34137 START, verrà radiata due anni dopo e rottamata (27/6/2014).
Un viaggio oggi parzialmente irripetibile, che rimane ben impresso nella memoria di tutti i partecipanti!



E, per finire, transito quasi al completo del "biscione" per Novafeltria partito dal mare alle 18:00.