giovedì 29 dicembre 2016

172… dall’Arco, come un tempo.



Nel corso dell’ultimo periodo più volte si è parlato delle linee che servono, all’interno della provincia Riminese, la Vallata del Fiume Conca. In tempi recenti ampio spazio è stato dedicato alla Morciano-Onfeno che, da alcuni anni, è contraddistinta dal numero 182, ma che storicamente, fin da quando la gestione era nelle mani dapprima di “Sita”, poi di “ATR” dall’autunno del 1975, quindi di “Tram” a partire dal 1992, era un tutt’uno con la 172, garantendo così una interazione diretta con la città di Rimini, giungendo a Morciano di Romagna dopo esser transitati da Misano Monte e S.Clemente.
Nonostante la divisione in due della Rimini-Onferno, ancora oggi,  nelle sole giornate scolastiche, vi è un abbinamento tra la linea 172 e la 182 che consente allo stesso autobus di percorrere quella intera tratta.

Tutto inizia nel cuore del capoluogo riminese, nei pressi dell’Arco D’Augusto, più precisamente in Largo Unità d’Italia, alle ore 13:41. Non è lo stesso capolinea di un tempo, ma la distanza da esso non è tanta: i bus una volta partivano da Largo Giulio Cesare, in prossimità del bivio con Corso D’Augusto.
In direzione Morciano, l’itinerario ricalca quello principalmente svolto dalle altre corse della linea 172.
Il primo step consiste nel servire il Centro Studi, dopo esser transitati su via Circonvallazione Meridionale e via Flaminia. Dopo aver servito il terminal di via Fada, si prosegue transitando su via Lagomaggio e dinnanzi all’Ospedale “Infermi”.
Alla rotonda posta dopo di esso si imbocca via Chiabrera in direzione “mare”, la quale, dopo il sottopassaggio ferroviario, diventa via Firenze. Si procede quindi su v.le Regina Elena in direzione sud, transitando presso Bellariva, continuando su viale Regina Margherita ed andando a servire il polo scolastico di Marebello. Giunti alla rotonda “Tonini”, in prossimità della quale è fissato il capolinea della linea 10 “fieristica”, si lascia la litoranea inserendosi su via Cavalieri di Vittorio Veneto, svoltando poi a sinistra su via Paullè e proseguendo su viale Aosta (costeggiando “lato monte” la linea ferroviaria ed il tracciato del TRC) , quindi su via Portofino, andando poi a servire il centro studi di Riccione, più precisamente la fermata posta su viale Castrocaro.  Giunti in fondo alla medesima arteria, che cambia nuovamente nome diventando v.le Vittorio Emanuele II, ci si inserisce su viale Ceccarini in direzione dell’ospedale di Riccione, servendo poi la zona Paese lungo viale Lazio. Dopo un uncino formato da via Anzio, corso F.lli Cervi, e v.le Cassino, si oltrepassa la Statale Adriatica imboccando v.le Abruzzi: qui la strada sale repentinamente fino alla zona dei locali da ballo della movida riccionese.
Oltrepassata la località di Scacciano, intrapresa via S.Clemente, una volta giunti all’altezza del bivio con via Pozzo Castello, ha inizio un ingresso-regresso che consente di servire la località di Misano Monte, con inversione di marcia presso il parcheggio del locale cimitero, capolinea della linea 55.
Tornati su via S.Clemente, ci si muove in direzione dell’omonima località. Nel cuore di S.Clemente si gira a destra su via Giuseppe Garibaldi poi, dopo alcuni km, a sinistra su via Cà Bacchino, procedendo sulla medesima fino al raggiungimento della località di Fornace. Qui ci si immette sulla provinciale il direzione di Morciano, andando ad attestarsi presso il terminal di P.le Risorgimento, dove il bus giunge alle 14:52.
Dopo tre minuti di sosta, alle 14:55 si riparte sul giro scolastico linea 182, con arrivo ad Onferno Chiesa alle ore 15:25 e rientro a Morciano alle 16:02.
Il rientro del bus a Rimini avviene con la corsa della linea 124 che lascia P.le Risorgimento alle ore 16:05 e che giunge presso la stazione ferroviaria del capoluogo alle ore 17:03.
Peccato che anche il rientro non sia come linea 172, altrimenti vi sarebbe un tragitto pressoché identico a quello di un tempo, quando a farla da padroni erano vari Fiat 309 di Sita/ATR.

La serie di corse 172-182-124 descritta poc’anzi è inserita all’interno di un TM uscente dal deposito di Rimini, sul quale è previsto l’impiego teorico degli Iveco 380E.12.35 EuroClass “ex Tram”, anche se è capitato di incontrarvici mezzi quali i Fiat/Iveco 370 o, soprattutto nelle passate annate, i vari “Cacciamaialini”.
E’ proprio un “380” il protagonista dello scatto in allegato: si tratta della vettura 34162, classe 1994, appartenente al primo lotto formato da due vetture (4161 e 4162) che Tram ha acquistato usate nel 2003 presso Autostradale Milano, dove possedevano rispettivamente matricole aziendali 213 e 214.
Particolarità: innanzitutto questi due EuroClass sono gli unici ad essere entrati in servizio, in terra riminese, in livrea blu ministeriale, per poi essere riverniciati successivamente in bianco. Sono anche gli unici “380 extraurbani” all’interno della flotta di “Start” ad essere dotati di cambio semi-automatico “AVS”.

Tornando alla linea 172 possiamo dire che, all’interno del programma di servizio invernale, sono in tutto sei le corse che toccano la città di Rimini. A quella descritta se ne aggiungono altre due, scolastiche, in direzione ascendente: la prima parte dall’Arco D’Augusto alle 12:46 e termina presso il Centro Studi di Morciano alle ore 13:52; la seconda parte invece da via Flaminia, nei pressi della caserma “Giulio Cesare”, alle ore 13:15 e giunge a Morciano P.le Risorgimento alle ore 14:22, proseguendo poi sulla linea 180 per Montefiore Conca e Tavoleto.
Tre sono invece le corse discendenti in direzione della città: la prima, scolastica, lascia il “terminal morcianese” alle  6:28 e giunge a Rimini FS alle 7:41.
Esattamente 30 minuti dalla precedente partenza, lascia P.le Risorgimento la seconda corsa scolastica, quella delle 6:58, che prevede capolinea finale presso il Centro Studi di Rimini alle 7:56, non effettuando però l’ingresso-regresso a Misano Monte. 
Ultima ma non ultima la corsa feriale avente partenza da Misano Monte (Pozzo Castello) alle 7:15 ed arrivo all’Arco D’Augusto alle ore 8:03.
Per completezza concludiamo dicendo che , oltre a queste corse, nel periodo invernale, la linea 172 ne prevede altre nella porzione di territorio compresa tra Riccione e Morciano.

Francesco Gardini - 29/12/2016

martedì 27 dicembre 2016

Linee "P"



Come ormai noto, le linee extraurbane di Start Romagna, all’interno dei tre bacini in cui opera, sono contraddistinte da un numero composto da tre cifre. Esiste però qualche piccola eccezione.

Infatti, tra le linee a programmazione ATR, quindi quelle del bacino di Forlì-Cesena, ce ne sono tre in cui le consuete cifre sono seguite dal simbolo “primo”, vale a dire 126’, 131’ e 132’.
In tutti e tre i casi, i percorsi di queste linee hanno diversi punti in comune con quelli delle rispettive linee “senza il primo” (quindi 126, 131 e 132).
Scendendo più nel dettaglio, la 126’ (Forlì - Rotta) si interseca con la 126 (Faenza - Forlì - Cervia - San Mauro Mare) a Forlì e a Caprinello; la 131’ svolge una parte di percorso comune alla 131 (Bagno di Romagna - Santa Sofia), ma con l’aggiunta del transito da Spinello; mentre la 132’ (Forlì - Carpena - Magliano) si “intreccia” con la 132 (Forlì - Meldola - Santa Sofia - Campigna) tra la città forlivese e l’abitato di Carpena.
Inoltre negli anni ’90 era attiva anche una linea 127’ che collegava Forlì con la piccola località di Ladino, situata poco distante da Castrocaro Terme ed attualmente non più servita dal trasporto pubblico, ma solamente “sfiorata” dalla linea scolastica S2 (Forlì - Massa - Vecchiazzano).

Tali sigle le si possono trovare tuttora sui libretti orari, nonché fino a pochi anni fa sulle tabelle rigide che venivano esposte sugli autobus sprovvisti del plurimus.
Tuttavia, a partire dal 2006, ovvero l’anno in cui si è iniziato ad indicare i numeri delle linee extraurbane sui display a LED (prima appariva solo la destinazione), sui pannelli luminosi vengono indicate con una “P” minuscola scritta al posto del simbolo primo, facendo apparire le linee come 126p, 131p e 132p. A rigor di logica, dovrebbe essere stata scelta la “P” in quanto è la prima lettera della parola “primo”, nonché per rendere la sigla più leggibile.
Da allora potrebbe essere lecito chiedersi quale sia il modo più corretto per “pronunciare” queste linee. Ad esempio, nel caso della “126p”, se sia preferibile chiamarla “centoventisei primo” oppure “centoventisei pi”. Personalmente le ho sempre contraddistinte con “pi”.

Tra le linee “P”, negli scorsi mesi ho avuto modo di immortalare la 126’.
Analizzando velocemente la linea si può notare che, come di consueto nelle linee a sola validità scolastica, è presente una sola corsa di andata al mattino e due di ritorno nel primo pomeriggio.
Per quanto riguarda la corsa mattutina, la partenza è fissata alle 7.10 dalla Rotta, dallo stesso capolinea in cui si attestano alcune corse prolungate della linea 12, lungo via Brasini. Dalla stessa l’autobus prosegue andando dritto alla “rotonda del Maggiolone” di Carpinello ed imboccando via del Bosco fino a raggiungere l’abitato di San Leonardo in Schiova. Da qui segue parte del percorso della linea 13, quindi attraversando Villa Selva, lungo le vie Costiera e Bianco da Durazzo, per poi riprendere via Mattei (lo stradone a quattro corsie che conduce alla zona industriale di Coriano). In seguito attraversa la ferrovia, portandosi a monte della stessa percorrendo il cavalcavia di via Zangheri. Quindi segue sulle vie Don Pollini, Dragoni, Gramsci e Marconi. Infine, raggiunto viale della Libertà, svolta a destra sullo stesso verso la stazione, attestandosi al Punto Bus.
Per quel che concerne invece le corse di ritorno, nella “prima punta” la partenza avviene al centro studi, alla fermata di via Aldo Moro, alle 13.15; il percorso si riunisce a quello sopra descritto in corrispondenza di via Marconi. Nella “seconda punta” la partenza è fissata alle 14.30 dal Punto Bus e l’itinerario è invece uguale a quello del mattino, naturalmente svolto in senso contrario.
Attualmente tutte e tre le corse della 126’ sono inserite all’interno del turno-macchina 635, uscente dal deposito Pandolfa di Forlì ed affidato in subappalto a CR-Bus.

Come di consueto, in allegato una foto che testimonia uno dei punti in cui transita la linea descritta. In questo caso è ritratta la corsa delle 13.15 dal centro studi e diretta alla Rotta, mentre percorre via Costiera attraverso l’abitato di Villa Selva. Le fermate lungo la stessa strada vengono servite anche dalla linea 13.
Il giorno in cui ho scattato la foto, a settembre di quest’anno, sul TM 635 era assegnata uno dei mezzi “old”, vale a dire la vettura 20890, uno dei tre Iveco 370S.12.35, classe 1989, ancora (per poco) in servizio.

Gian Marco Assirelli - 27/12/2016

lunedì 26 dicembre 2016

La S2 “Grotta”.




Torniamo nella città di Forlì e riapriamo il capitolo riguardante le “Linee di Rinforzo Scolastico”, note a molti anche come “Linee S”, vista la consonante che precede il numero identificativo di ciascuna di esse. Si tratta di tratte aventi lo scopo di collegare differenti quartieri e località posizionate all’interno del territorio comunale con i principali poli scolastici della città; la capillarità di queste linee è dovuta al fatto che ognuna di esse possiede al suo interno differenti diramazioni.
Una di queste è il “ramo Grotta” della linea S2, che dalla borgata di Grotta giunge fino al Centro Studi.
Il capolinea di partenza è posto in prossimità dell’area perimetrale dell’aeroporto di Forlì, lungo viale Bidente: si tratta della provinciale che dalla via Emilia, all’altezza del quartiere “Ronco”, conduce a Meldola e S.Sofia.
Su tale arteria ci si muove nella prima parte del viaggio, entrando nel quartiere di Ronco ed effettuando una svolta a sinistra all’altezza di via Francesco Baracca lungo la quale, presso piazza Berlinguer, è posto il capolinea delle linee 4 e 7.
Giungi in fondo a via Baracca ci si trova su via Seganti sulla quale ci si immette, procedendo a sinistra, in direzione dell’ingresso principale del “dormiente” aeroporto “Ridolfi”; in prossimità di esso ci si inserisce su via Fontanelle che costeggia in gran parte la pista dello scalo stesso.
Giunti in fondo si gira a destra su via Cerchia, entrando all’interno del quartiere di Bussecchio. All’altezza della rotonda con via Spazzoli si svolta a sinistra, proseguendo su tale arteria fino al semaforo con via Bolognesi, sulla quale ci si immette con svolta analoga alla precedente. La medesima via, una volta oltrepassato il bivio con via Decio Raggi, cambia nome diventando viale Risorgimento. Si è già nella zona del Centro Studi; causa alcuni sensi unici presenti in loco, la maggior parte delle linee che si trovano ad attestarsi o a transitare in questa zona compiono un anello, affrontato in senso orario, formato dal già citato viale Risorgimento nonché dalle vie Aldo Moro, Filippo Turati e Decio Raggi. Nello specifico le corse della S2 in arrivo prevedono entrata all’interno del Centro Studi servendo prima la fermata posta su via Moro, terminando in via Turati; le corse di ritorno effettuano partenza dalla fermata “Moro”, servendo poi la “Turati”.
Consultando le mappe del trasporto pubblico forlivese ci si può facilmente rendere conto che gran parte di questa diramazione della linea S2 ha tracciato in comune con la linea urbana 7 (Ronco-Fiera). Qualcuno si chiederà: come mai quella cifra “2”?
A seguito della riprogrammazione del servizio trasportistico del capoluogo Forlivese avvenuta nel 1999, data nella quale sono presumibilmente state varate anche le “Linee S”, l’asse Spazzoli-Cerchia-Fontanelle-Seganti-Ronco era percorso dalla linea 2 (Ronco-Piazza Saffi-Vecchiazzano); non a caso la linea S2 presenta anche alcune corse che servono l’Ospedale “Morgagni-Pierantoni”, Vecchiazzano e le zone limitrofe, dove la linea 2 giunge ancora oggi, complice il suo attuale tracciato che parte dalla stazione ferroviaria e transita anche attraverso il centro storico.

Il “ramo Grotta” della linea S2 presenta in tutto tre corse. La prima è quella mattutina in andata che parte da Grotta alle 7:30 e giunge al Centro Studi (Turati) alle 7:55. Le rimanenti sono per il ritorno, una per ciascuna “punta”, con partenze dal Centro Studi (fermata Moro) rispettivamente alle ore 13:15 e 14:10.

Fra che particolarità storiche delle “Linee S” vi è il fatto di esser espletate con mezzi urbani e/o suburbani piuttosto datati, complice il fatto di essere inserite all’interno di TM che prevedono un chilometraggio piuttosto breve e con corse la cui utenza è caratterizzata pressoché da studenti. Allo stato attuale a farla da padroni sono solitamente i vari BMB 220LS ma, nel corso del mese di novembre, sulla “S2 Grotta” ci è capitato di incontrare l’unico Iveco 590.12.22 TurboCity-SR appartenente alla flotta “Start”, vale a dire la vettura 29026, classe 1993. Si tratta di un autobus acquistato nuovo dalla cesenate “Saces” e, come descritto in passato anche per altre vetture, protagonista dei vari passaggi attraverso le aziende che si sono succedute nella gestione del TPL nella provincia forlivese-cesenate.
Questo “TurboCity” ha ricevendo numero di matricola solamente nel 2003, diventando la vettura 634 all’interno dell’allora “Saces srl” (gruppo “E-bus”), mutato poi in 9026 a seguito del passaggio ad ATR avvenuto nel 2005, anteponendo il “2” dopo l’ingresso in Start.
Si tratta di una vettura che, indicativamente per i primi 15 anni di carriera, ha svolto servizio all’interno del territorio cesenate e cervese, impiegata su quelle che sono le attuali linee 241 e 277 nel periodo invernale, sul servizio urbano di Cervia nel periodo estivo, ma solo fino al passaggio ad ATR: dopo tale evento la vettura è rimasta per una manciata di anni in servizio sulle linee che collegano Cesena all’interland cervese per poi esser trasferita, intorno al 2008, a Forlì, dove lavora tutt’ora.
E' macchina davvero particolare, ad esempio per il fatto di essere caratterizzata da tre porte rototraslanti, nonché da quei particolarissimi vetri oscurati che mi hanno sempre fatto avere un debole per lei.
Nello scatto in allegato possiamo osservare la 29026 sulla linea S2, in transito lungo via Fontanelle nella zona dell’Itaer, l’Istituto Tecnico Aeronautico di Forlì.

Francesco Gardini - 26/12/2016

venerdì 23 dicembre 2016

Il quarto da 13 sulla 176.



Come già annunciato in un paio di occasioni, il mese corrente, dicembre 2016, ha segnato l’immissione in servizio, tra le fila del bacino ravennate di Start Romagna, di due nuovi IvecoBus CrosswayLE da 13 metri dotati di matricole 34303 e 34304 che sono andati ad aggiungersi ad altrettanti veicoli dello stesso modello, varati tra il maggio ed il giugno di quest’anno.
Relativamente alla loro assegnazione c’è da dire che le due recenti new-entry extraurbane sono andate a ricoprire il posto fino a non molti giorni fa detenuto da vetture suburbane (Citelis o Urbanway CNG), in altrettante residenze esterne.
Il primo Crossway, matricola 34303, è stato mandato a fare compagnia agli altri due “13 metri”, fin dall’inizio assegnati alla residenza esterna di S.Alberto di Ravenna, avente in carico il servizio su linee come la 90 (Ravenna-Casal Borsetti), la 140 (Casal Borsetti-S.Alberto-Ravenna), la 156 (Ravenna-Forlì) e la 187 (S.Alberto-Lugo).

La seconda vettura, quella con numerazione più alta, vale a dire la 34304, è invece stata dirottata verso sud, affidata al deposito di Cesenatico che dallo scorso anno ospita al suo interno l’autobus assegnatario dell’unico turno macchina del bacino di Ravenna storicamente risiedente a Cervia.
Sia in estate che in inverno tale turno svolge servizio prevalentemente sulla linea 176, prevedendo che il bus titolare svolga una coppia di corse tra Cervia ed il capoluogo ravennate.
Nel periodo invernale le due corse hanno la particolarità di essere prolungare da/per Tagliata, la località più a sud posizionata lungo la costa all’interno del territorio di competenza del comune di Cervia e della provincia di Ravenna.
Presso Tagliata il capolinea è attualmente fissato su via Pinarella, dinnanzi alle scuole elementari del paese. Di qui l’autobus parte alle 6:20 e si muove in direzione nord sulla medesima arteria, percorsa fino al bivio con viale Tritone, sul quale ci si immette con svolta a sinistra, servendo la località di Pinarella nella parte più prossima alla linea ferroviaria Ravenna-Rimini. Giunti in fondo a v.le Tritone si svolta a destra su via Caduti per la Libertà che consente al bus di giungere fino a Cervia. Dopo aver percorso la Circonvallazione Sacchetti ed aver quindi oltrepassato il quadrilatero che contraddistingue il centro storico della cittadina, ci si inserisce sul tracciato espletato da tutte le linee extraurbane e dalle linee mare che servono le località di Milano Marittima, Lido di Savio e Lido di Classe. Servito quest’ultimo paese si imbocca via dei Lombardi che viene percorsa per intero: si raggiunge Savio di Ravenna, più precisamente la rotonda che funge da bivio con la “Romea”, tracciato storico della SS16 Adriatica. Da qui la corsa procede verso sud con un ingresso-regresso fino a Savio di Cervia, con inversione di marcia alla rotonda posta all’altezza dell’intersezione con via Camane. Si prosegue poi sulla Romea in direzione nord. Giunti nei pressi del parco divertimenti di Mirabilandia avviene un altro ingresso-regresso per servire la fermata posta su via Standiana. Tornati sulla Romea si serve l’abitato di Fosso Giaia, abbandonando poi la statale laddove inizia la “4 corsie”, poco prima dell’abitato di Classe, pur rimanendo di fatto sulla Romea “storica”. Dopo Classe si tocca Ponte Nuovo, entrando quindi nel cuore di Ravenna. Giunti alla rotonda con via Galileo Galilei si svolta a sinistra, percorrendo tale arteria fino in fondo, effettuando poi un destra-sinistra, dapprima su via Ravegnana, quindi su viale Berlinguer che poi diventa via Pascoli.
Avviene poi un’altra svolta a destra su viale Randi, transitando dinnanzi all’ospedale ed andando a servire uno dei nodi principali del servizio di TPL nella città di Ravenna, quello piazza Caduti e di via De Gasperi.
La corsa va ad ultimare il suo percorso alle 7:30 presso la stazione ferroviaria di Ravenna, dopo aver effettuato transito sulle vie Giucciamanni, di Roma e Farini. Dallo scalo ferroviario il bus riparte alle 7:35 su una delle corse scolastiche della linea 1/ che vanno a servire l’Istituto Callegari, posto su via Umago.
La corsa di ritorno della linea 176 per Cervia e Tagliata parte da Ravenna FS alle 14:06 e svolge praticamente lo stesso tragitto di andata, salvo modifiche per la presenza di sensi unici. Il caso più rilevante è all’interno della città di Ravenna dove, per muoversi dalla stazione ferroviaria a Piazza Caduti, il bus percorre in successione v.le Carducci, via Mariani e via Gordini, svoltando poi a sinistra su via Guidone. Caso analogo per tra Cervia e Milano Marittima dove in andata si percorrono le vie Cavour, G. di Vittorio ed Oriani, mentre al ritorno da viale Oriani, si attraversano il Ponte Mobile e Piazza Andrea Costa. Il bus termina il suo viaggio a Tagliata alle ore 15:11.
Nelle giornate di scuola, prima della corsa di rientro, lo stesso bus effettua anche il tragitto Scuole Randi-ITIS-ITGS 13:04 – Ponte Nuovo 13:31 della linea 4 e, cosa riscontrata lo scorso anno, la corsa bis della linea 5 che parte alle 13:55 sempre dalle “Scuole Randi” di via Marconi, limitata a Ravenna FS, effettuata solamente nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì.
Nelle giornate non scolastiche, come accennato in precedenza, la coppia di corse feriali della linea 176 viene limitata a Cervia.

Nel periodo estivo invece l’unico TM del bacino di Ravenna uscente dal deposito di Cesenatico prevede, nelle sole giornate feriali, due sole corse sulla linea 176, vale a dire la partenza da Cervia delle ore 6:45 e quella da Ravenna FS delle ore 13:05.

Nella corsa scolastica di ritorno il bus titolare viaggia tabellato “176 TAGLIATA”. Tagliata è il paese in cui abito fin da quando sono nato e vedere tale scritta comparire su un bus nuovo e fiammante fa sempre un certo effetto.
I miei primi ricordi della linea 176 risalgono alla metà degli anni ’90 quando per il paese transitava un Inbus S210 con sulla fiancata la scritta “Atm Ravenna”; esso avrebbe poi lasciato spazio dapprima ad un TurboCity-S, poi ad un DeSimon IL3 (con rare apparizioni di EuroClass), quindi Citelis CNG e da pochissimi giorni al nuovo CrosswayLE da 13 metri.
Peccato che ero troppo piccolo per poter aver ricordi della linea 176 dei tempi che furono, quando era la Ravenna-Rimini di ATR, azienda che l’ha gestita fino al 31 dicembre del 1991 e che ne ha rilevato il servizio, nel 1975 dall’allora SITA.

Ma ora godiamoci lei, la nuova vettura 34304, immortalata nel primo pomeriggio in ingresso a Savio di Ravenna; osservando l’immagine si può facilmente capire la località in cui ci si trova.
Tutt’attorno si può osservare la campagna ravennate coi colori tipici del periodo compreso tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno.
Sullo sfondo si può scorgere la pineta, quella cantata dal Sommo Poeta, Dante Alighieri, all’interno della “Divina Commedia”.

Vista la particolarità dello scatto, si è deciso di utilizzarlo come cartolina di auguri per il periodo di delle festività, indirizzati a tutti coloro che seguono “Trasporti Pubblici in Romagna”.

Francesco Gardini - 23/12/2016




mercoledì 21 dicembre 2016

Si viene e si va.


di Francesco Gardini – 21/12/2016

La terza settimana del mese di dicembre di questo 2016 che va lentamente concludendosi, nella Romagna Trasportistica, porta tante piccole grandi novità, una più interessante dell’altra.
Nella giornata di martedì 20, Start, la principale azienda pubblica che gestisce i servizi di TPL in Romagna, ha ufficializzato quelli che saranno gli investimenti per il prossimo futuro a livello di rinnovamento e ringiovanimento del proprio parco mezzi. Il tutto è avvenuto attraverso gli organi di stampa, acquistando addirittura una intera pagina sui quotidiani locali, tra i quali “Il Resto del Carlino”.

La prima interessante novità riguarda il fatto che sono stati ufficializzati i risultati della gara definita da tutti come quella dei “nuovi e pronti” o dei “pronta consegna”.
Si tratta di un bando emanato dall’azienda nel corso dell’ottobre di quest’anno e comprendente due distinti lotti di autobus da immette in servizio in tempi brevi.
Il primo lotto riguardava vetture di tipo urbano ed ha visto come vincitrice la IvecoBus con il modello Urbanway 12 metri Euro VI a gasolio che sarà consegnato in 16 differenti esemplari.
Il secondo lotto riguarda invece autobus extraurbani ed a prevalere è stata la Man con il nuovo Lion’s Intercity 12 metri, fornito a Start con un totale di 5 unità.

Relativamente a questi due lotti va detto che sono in fase di consegna i primi Urbanway che saranno numerati a livello aziendale con matricole da 32141 a 32156 e destinati a svolgere servizio all’interno della rete trasportistica della provincia di Rimini, andando prevalentemente a sostituire i cari e vecchi Siccar 177/4 LU CAM, con alle spalle all’incirca trent’anni di servizio.
La visione del primo esemplare consegnato, la futura vettura 32144, ha svelato tante curiosità relative a queste macchine.
Quello che salta maggiormente in evidenza della parte esteriore è la livrea, bianca, la stessa che contraddistingue la maggior parte dei mezzi appartenenti alla flotta dell’azienda romagnola. Il bianco subisce uno stacco nelle rifiniture, di colore nero, presenti soprattutto per quel che concerne la parte posteriore, creando un’alternanza chiaro-scuro alquanto decisa.
Il design è molto accattivante, come lo sono anche i gruppi ottici, analoghi a quelli che contraddistinguono gli autobus a marchio “IvecoBus”, caratterizzati ad esempio dalla presenza di luci al led.
Si accede al vano passeggeri mediante tre porte, tutte a doppia anta rototraslante con apertura pneumatica. A bordo i posti a sedere per i passeggeri sono garantiti dalle sellerie di tipo Fainsa Metropolis di colore grigio-rosso. Non può mancare la postazione per i disabili, posizionata di fronte alla porta centrale, in prossimità della quale è collocata la rampa manuale per l’accesso della carrozzina.
Passiamo al cuore di questi mezzi, vale a dire il motore: trattasi dell’Iveco Cursor 9 Euro VI, già incontrato e presente sui vari Crossway extraurbani che Start ha immesso in servizio nel corso del 2016. Il propulsore è alimentato a Gasolio con l’aggiunta di Ad-Blue (urea).
Il vanto di questo motore consiste nel sistema HI-eSCR che consente di raggiungere i parametri previsti dalla direttiva “Euro VI” senza rendere necessario il ricircolo dei gas di scarico, ma il solo impiego di Ad-Blue. Lo stesso sistema fa sì che non sia necessaria la re-iniezione di carburante per rigenerare il filtro anti particolato.
Queste vetture hanno già in qualche modo segnato la storia trasportistica a livello nazionale. Si tratta infatti di macchine originalmente commissionate da “Roma TPL” e destinate a svolgere servizio nella Capitale.
Succede però che l’azienda romana, dopo l’avvenuta consegna presso il concessionario di riferimento, rifiuta 20 di questi autobus, sostituiti con 30 minibus Iveco Daily 70C17 Indcar-Vehixel Cytios 4 RLF.
Alcuni di questi Urbanway, tutti originalmente di colore grigio metallizzato, erano già stati venduti ad altre aziende attive sul territorio della regione Lazio; le 16 rimanenti giungeranno gradualmente in Romagna, dopo essere state ridipinte in bianco.
Di seguito due scatti relativi alla vettura 32144, realizzati da Roberto Renzi.






Poco ancora si sa in merito invece ai cinque Man Lion’s Intercity, complice il fatto che tutti gli esemplari sono ancora in attesa di consegna. Ciò che è trapelato fino ad ora è che saranno numerati a livello aziendale da 34291 a 34295, circoleranno prevalentemente all’interno del territorio cesenate e saranno dotati di montacarichi per l’accesso ai diversamente abili.
Di questi mezzi possiamo aggiungere che rappresentano l’ultimo veicolo nato sul fronte extraurbano in casa “Man”; rispecchiano la normativa Euro VI e sono mossi da motore D0836 LOH.
Ma per essere più dettagliati bisogna senza dubbio aspettare prima di poterli vedere.

All’interno di quanto ufficializzato vi sono anche i programmi relativi ai prossimi arrivi, quelli previsti per il 2017.
Innanzitutto nel mese di gennaio avverrà la consegna di un Iveco 70C17/P Sitcar Italo (probabile matr. 20527), destinato al bacino di Forlì-Cesena ed analogo ai cinque già in servizio (vetture 20522-20526).
Vi sono poi tre i lotti di autobus provenienti dalla gara regionale che porteranno in Romagna, nel corso della prima metà del prossimo anno, 31 IIA-MenariniBus Citymood (classe I), 5 IvecoBus Crossway Line rialzati da 10,8 metri e 26 Crossway Line nella versione LowEntry da 12 metri, con sei unità in più rispetto a quanto originalmente previsto.
Ma la vera novità riguarda la stipula del contratto per la fornitura di due IIA-Menarinibus Citymood da 18 metri (snodati), dotati di allestimento suburbano (classe I) che saranno consegnati entro la fine della prossima estate.
Senza dubbio un bel piano di investimenti!!!

La settimana corrente non è solo stata contraddistinta dall’aria di nuovi arrivi, ma anche dalla “partenza” di vetture per le quali è stata sancita la dismissione. La giornata del 21 dicembre ha visto l’avvio verso la demolizione di due vetture “ex ATR”, utilizzate prevalentemente sulle tratte appenniniche del territorio cesenate.
La prima di esse è l’Iveco 370S.10.24 Portesi matr. 20513 classe 1989, formalmente già radiato da alcuni mesi nel corso dei quali è rimasto accantonato presso il deposito “Spinelli” di Cesena.
Insieme a tale vettura, sulla bisarca è salito anche il Mercedes Sprinter matr. 29002.
Si tratta di un “bussino” acquistato nel 2003 dalla ditta “Baschetti” di S.Sepolcro (AR), finito poi nelle fila di ATR a partire dal 2005, insieme ad altri autobus precedentemente appartenuti ad aziende private operanti sulle linee del bacino di Forlì-Cesena. Lo “Sprinterino”, originalmente bianco, poi riverniciato in verde, dopo un breve periodo di servizio sulle linee 209 (S.Piero in Bagno-Pieve S.Stefano), 250 (Cesena-Ravenna) e nel solo periodo estivo sulla 210 (Pinarella-Cesena-Spinello), è diventato il titolare della porzione di linea 138 nella porzione che da Bagno di Romagna conduce fino a Balze di Verghereto, svolta in sub-affido dal vettore “Paolo Spighi” di S.Piero in Bagno; su tale tratta è rimasto in servizio fino alla scorsa estate, sostituito poi dal Sitcar Italo matr. 20526.
A ricordo della vettura 29002 inseriamo uno scatto risalente al  2014, realizzato da Gian Marco Assirelli, che la ritrae presso Bagno di Romagna.

Dismissioni anche in terra riminese: a lasciarci in questo dicembre del 2016 sono due dei già citati Siccar 177/4LU Autodromo, più precisamente le vetture 31722 e 31727: di questi mezzi rimangono attivi ancora 12 esemplari.
Ci lascia anche un Autodromo Alè, vale a dire la vettura 31416, da tempo accantonata presso il deposito di Rimini; si trattava di una vettura particolare per il fatto di aver svolto servizio presso SVAP Aosta fino al 2008, per poi essere acquistata dall’allora TRAM Rimini.

Che dire: quanta carne al fuoco in questo finir d’anno!!!





martedì 20 dicembre 2016

VALMARECCHIA & MONTEFELTRO con il "vecio" 370


Di Roberto Renzi


Il 17 giugno 2012 un'associazione di appassionati bolognese guidata dall'ing. Cantoni organizzò un tour della Val Marecchia a bordo dell'Iveco 370.12.L25 matricola 731, classe 1986 e ancora targato FE.
In quel periodo le linee ex Ferrovie Padane erano già passate da FER a TPER, ma non ancora a START Romagna.
Qui vediamo la 731 appena partita da Rimini eseguire un "Foto-Halt" davanti all'Arco d'Augusto.





E' una bella domenica estiva: i passeggeri sono tutti contenti...


A Villa Verucchio prima sosta in linea, nell'area destinata ai mezzi in transito verso Novafeltria.


Una bella veduta del massiccio di Torriana fa da sfondo al nostro 370, in sosta nei pressi di Ponte Verucchio. Nelle vicinanze c'è, ancora intatto ma completamente isolato, un portale di galleria della linea Santarcangelo-Urbino.



Il bus ha raggiunto Verucchio, dove in servizio regolare giungono solo alcune corse deviate (oltre alla linea 164 e al bus a chiamata).


A Verucchio sopravvive questo vecchio cartello del Touring Club, risalente al 1950 circa. Si sono però dimenticati l'altitudine (330 m slm), che ne fa un "balcone" affacciato sulla Riviera.


CONFINE ITALO-SAMMARINESE. Com'è noto, l'autolinea Rimini-Novafeltria possiede una deviazione internazionale a Gualdicciolo (Repubblica di San Marino).
Questo è il motivo per cui negli anni novanta, alcuni autobus, tra cui il nostro, furono colorati in rosso.



PIETRACUTA (San Leo) - la stazione.
Costruita dallo Stato, fu poi utilizzata dalle Ferrovie Padane dopo il fallimento del progetto della linea Santarcangelo-Urbino, che in questo tratto avrebbe dovuto essere parallela alla Rimini-Novafeltria (un po' come FS e Appulo-Lucane tra Altamura e Gravina!).


Secchiano. Anche qui sosta all'antica stazione delle Padane, il cui piazzale è divenuto un parcheggio.


Finalmente si giunge a Novafeltria, dove il capolinea, in barba alle norme del Codice della Strada, è situato in mezzo alla piazza, come ai vecchi tempi!
Classica foto tra la fontana e il palazzo comunale.


Da Rimini arriva il My Way partito alle 12 da piazza Marvelli: è ormai ora di pranzo e la comitiva sta per ripiegare a Secchiano... dove ci aspettano piada e prosciutto!


Ristorante TANHA di Borgnano (Secchiano)


EX STAZIONE DI NOVAFELTRIA


Assalto ai vecchi cartelli di percorrenza nella rimessa di Novafeltria!


Nel pomeriggio si raggiunge Perticara (linea 162), un paese che è letteralmente appoggiato alla roccia del Monte Aquilone e che è famoso per la miniera di zolfo, operativa fino al 1962.


Nei pressi della Miniera, una tipica palina della rete Padane e il cartello di percorrenza "FP" (non ci ricordammo però di spegnere il display luminoso).


Ancora a Miniera, un percorso accidentato che le corse Novafeltria - S.Agata svolgono come "ingresso e regresso".


Le case del villaggio dei minatori fanno da sfondo al nostro autobus: non è usuale qui vedere impegnati dei 12 metri...


Il Monte Aquilone visto dalla strada tra bivio Perticara e S.Agata Feltria.


Al termine della linea 162, la piazza di Sant'Agata Feltria, paese che vanta una storica rocca già della famiglia genovese Fregoso.


Fotografi scatenati a PONTE S.MARIA MADDALENA... stiamo per incrociare il My Way proveniente da Rimini.


La corsa Rimini-Novafeltria partita dal mare alle 16.00: ancora molti passeggeri a bordo.
Ai tempi della ferrovia, questo era un ponte promiscuo!


VERUCCHIO - la stazione in località Dogana. La SP (ex SS) 258 "Marecchia" per un lungo tratto è stata ricostruita sul sedime della ferrovia Santarcangelo-Urbino. Questo FV, come Pietracuta, fu al servizio della Rimini-Novafeltria, ma solo come fermata a richiesta (notare il cordolo del marciapiede). Oggi il bus ferma un po' più a monte.


Nel ritorno, si compie una deviazione a SANTARCANGELO DI ROMAGNA: finalmente una "vera" stazione ferroviaria... All'esterno c'è il capolinea della 164 Santarcangelo-Villa Verucchio (linea istituita dopo la confluenza di FER nel consorzio ATG), nonché di altri servizi scolastici e non.
Si noti lo stile architettonico, del tutto uguale alle altre stazioni della mai completata linea per Urbino.


Ritorno all'Autostazione di Rimini, in tempo per il rientro a Bologna o in altre città dei partecipanti alla gita.
Questo storico capolinea verrà soppresso pochi mesi dopo il passaggio della linea a START Romagna, avvenuto nel successivo mese di ottobre. La vettura 731, divenuta 34137 START, verrà radiata due anni dopo e rottamata (27/6/2014).
Un viaggio oggi parzialmente irripetibile, che rimane ben impresso nella memoria di tutti i partecipanti!



E, per finire, transito quasi al completo del "biscione" per Novafeltria partito dal mare alle 18:00.



domenica 18 dicembre 2016

S come Scolastica




All’interno della rete urbana di Forlì sono presenti alcune linee, probabilmente meno note di altre, attive solamente nei giorni scolastici e negli orari di entrata e uscita degli studenti dai vari istituti. Sono contraddistinte dalla lettera “S”, seguita da una cifra, e svolgono il compito di supporto alle normali linee ordinarie, nonchè, in alcuni casi, servire zone normalmente non servite dal trasporto pubblico, e collegando in modo più diretto la periferia con le scuole superiori.

Storicamente le linee “S” a Forlì erano tre: S1, S2 ed S4. Il numero che segue la lettera non è casuale, ma fa riferimento alla linea urbana (della vecchia rete forlivese, in vigore dal 1999 al 2012) alla quale si affianca. Ad esempio, la S1 tra il centro e San Lorenzo in Noceto ricalca parte del percorso della vecchia linea 1 (Fiera - centro - San Martino in Strada).
Nonostante i nomi delle linee siano tre, appunto S1, S2 ed S4, le linee effettive risultano essere cinque. Infatti, sia nel caso della S1 che della S2 sono presenti due percorsi totalmente diversi, che si vanno ad affiancare ai due diversi rami delle vecchie linee 1 e 2.
 
A partire da dicembre 2012, quindi con l’attuale rete già in vigore da alcuni mesi, è stata istituita una nuova linea “S”, nominata S8. Di fatto ha la funzione di garantire un collegamento diretto e più veloce tra il quartiere San Benedetto e via Gorizia con gli istituti del centro storico e del centro studi.
Più nel dettaglio, la corsa del mattino prevede l’unica partenza alle 7.34 dal capolinea della linea 8 in via Schio. Dunque segue inizialmente il percorso della linea urbana, percorrendo via Lunga e via Gorizia, dopodichè si separa dall’itinerario della 8 effettuando la svolta a destra su via Ravegnana e raggiungendo piazzale del Lavoro. Da qui si prosegue su un nuovo itinerario in vigore solamente da quest’anno, ovvero attraverso i viali Vittorio Veneto, Italia, Salintare, per infine raggiungere il centro studi, dove si effettuano le due principali fermate, poste su via Moro e via Turati.
Il percorso di ritorno risulta più corto rispetto a quello di andata. L’unica partenza è fissata alle 13.15 alla fermata “viale Italia”, posta sull’omonima strada, e raggiunge San Benedetto dopo tredici minuti di viaggio.
 
Attualmente le uniche due corse della linea S8 sono inserite in due differenti turni macchina. Quella del mattino fa parte del TM 152, uscente dal gruppo esterno di Predappio, sul quale è solitamente impiegato un Autodromo Busotto LS, e risulta di fatto l’unica corsa delle linee “S” ad essere guidata da personale Start.
La corsa del ritorno invece è inserita nel TM 619 del deposito di Forlì ed affidato in subappalto a CR-Bus. Anche su quest'ultimo turno viene regolarmente utilizzato un mezzo suburbano, normalmente un BredaMenarinibus M220 LS, anche se talvolta capitano anche mezzi più recenti, come il BMb M240 LS matricola 20937 che ho avuto modo di fotografare a settembre di quest’anno.
  Nella foto la 20937 è ritratta mentre percorreva via Gorizia, nei pressi dell’incrocio con via Lunga, a lato della quale è situato il capolinea a cui era diretta.

Gian Marco Assirelli - 18/12/2016


venerdì 16 dicembre 2016

Tutti i colori di MyWay


Di Gian Marco Assirelli - post del 24/04/2016



Sia nel bacino di Rimini così come in quello di Forlì-Cesena, gli Iveco/Irisbus MyWay sono i principali rappresentati del servizio extraurbano. In ambito riminese questi mezzi sono contraddistinti da una maggiore diversità, in termini di età, di provenienza e del colore della livrea.

Dalla TRAM Servizi è confluito in Start l’unico Iveco MyWay presente nella flotta dell’azienda riminese, nonché l’unico mezzo che componeva la serie 42xx. Si tratta infatti della attuale 34201, immatricolato nel 2000, acquistato da TRAM nel 2007 e caratterizzato dalla livrea bianca e dall’insolito cambio semiautomatico AVS.
Alla 34201, nel novembre 2012, si aggiungono di seguito altre 12 vetture provenienti dal bacino riminese della FER, suddivise in più lotti. Le prime due, 34202 e 34203, sono degli Iveco 393 Myway del 1999 caratterizzati dalla livrea ministeriale blu, che in quegli anni per legge contraddistingueva in modo univoco gli autobus interurbani. Sono gli unici due di questo modello ad essere stati acquistati sotto la gestione delle Ferrovie Padane, dove erano numerati rispettivamente 703 e 704, per in seguito confluire nella FER, venendo rimunerati in 906 e 907.
Di seguito sono presenti altri tre Iveco Myway della FER (914, 915, 917, ora 34204-34203), originariamente contraddistinti dalla livrea grigia con il musetto blu, previsto dalle normative di settore a seguito dell’eliminazione dei colori unificati, ma che richiedevano la presenza di una parte dell’autobus (solitamente il muso) verniciata con i colori delle vecchie livree ministeriali. Negli anni immediatamente successivi all’acquisto, a seguito dell’abolizione anche di quest’ultimo vincolo e quindi della liberalizzazione totale delle livree, i musetti di questi mezzi vennero riverniciati in grigio.
Inoltre dalla FER pervengono ad oggi altri sette Irisbus 399 Myway grigi acquistati tra il 2003 e il 2004, ora numerati da 34207 a 34213.
Infine, dallo scorso settembre, sono presenti nel bacino di Rimini anche due dei 66 Irisbus Myway di colore verde chiaro acquistati dall’ATR di Forlì-Cesena tra il 2003 e il 2005, vale a dire le vetture 20743 e 20744.

Dunque attualmente presso il bacino di Rimini si possono trovare i Myway di tutti e quattro i colori presenti in Romagna: bianco, blu, grigio e verde.

Questa particolarità mi ha da subito suscitato interesse, pensando però non fosse possibile riuscire ad immortale i quattro tipi di Myway in un’unica foto. Mi sono dovuto ricredere quando, sabato della scorsa settimana, mi sono trovato davanti al gruppo esterno di Villa Verucchio, che si presentava come nella foto allegata.
Nel dettaglio, sulla sinistra è presente il “bianco” ex TRAM 34201; sullo sfondo due ex FER, ovvero la 34203 blu e dietro la 34213 grigia; infine sulla destra c’era l’ex ATR 20744 di colore verde.
Presso il gruppo esterno erano inoltre presenti altri Myway, tra cui l’altro verde (20743), alcuni Cacciamali TCI e il 370S 34172 visibile anche in foto.

Sullo sfondo del gruppo, il monte alla cima del quale si sviluppa il paese di Verucchio.

mercoledì 14 dicembre 2016

Siccar… verso il tramonto.





Da quando faccio parte di coloro che scrivono "storie", aventi come tematica principale il mondo dei trasporti pubblici, mi è capitato più volte di sostenere che, secondo me, in un certo qual modo, anche gli autobus hanno un'anima.
Chissà quante cose potrebbero comunicarci, se avessero una voce, in merito alla loro vita, dagli attimi successivi all'ultimazione dell'assemblaggio costruttivo, al trasferimento presso l'azienda che li ha commissionati, all'eventuale loro presentazione (magari in pompa magna), al primo servizio e successivamente agli anni venturi di lavoro.
Come un qualunque lavoratore, prima o poi anche, per gli autobus viene l'ora del pensionamento.
Nel periodo attuale, in terra di Romagna, fra i mezzi destinati alla prossima dismissione, vi sono i Siccar 177/4 Autodromo, una quindicina di esemplari urbani a quattro porte acquistati  dall'allora ATAM sul finire degli anni '80.
I "quattro porte" sono una sorta di istituzione del trasporto pubblico riminese: forse non lo saranno al pari dei Filobus Volvo-Mauri, ma di fatto sono stati, a cavallo di quattro decenni, un vero e proprio punto identificativo (a livello trasportistico) della città. Circa trent'anni di carriera, dalla fine degli anni '80 a quella degli '010, nel corso dei quali la società ed il costume nazionale, ma soprattutto rivierasco, sono cambiati notevolmente (forse drasticamente). Mutato è anche il quadro trasportistico, visto che da allora le aziende delle quali questi mezzi hanno portato le insegne sono state ben tre (ATAM, Tram e Start Rimagna).

Complice il fatto di essere praticamente coetaneo di queste vetture, le curiosità sul loro passato che frullano nella mia testa sono davvero tante!!!
Ad esempio chissà quali sono stati i pregi che hanno fatto sì che ATAM facesse ricadere la scelta su di loro. Chissà come sono stati “varati”, ma soprattutto quale è stato il parere iniziale che hanno avuto da parte di cittadinanza ed utenza.
A proposito: ma quante persone vi saranno salite a bordo: centinaia, migliaia, o forse qualche milione?
Cittadini comuni, pendolari, massaie dirette al mercato, studenti che si recando a scuola, ragazzi diretti o rientranti dalle discoteche, turisti, magari con indosso una semplice canotta, un paio di pantaloncini e perché no, delle ciabatte a mare.
Chissà quale è stata poi l’impressione dei primi conducenti che si sono messi al volante di queste vetture, con quel posto guida tanto alto quanto essenziale, con la maggior parte della strumentazione posta sul lato sinistro, al di sotto del finestrino, consentendo così di ottenere una maggiore visibilità guardando attraverso il parabrezza.
Tanta strada hanno visto e percorso i Siccar Riminesi, complice il loro impiego promiscuo sulla stragrande maggioranza delle linee trasportistiche della provincia: penso che siano poche le tratte che non hanno visto transitare uno di questi autobus, forse solo quelle montane più impervie o quelle cittadine più anguste.
Il passare dei Km e degli anni hanno fatto sì che anche per queste vetture vi sia stato un lento avvio verso il pensionamento. Alcune di esse se ne sono già andate negli anni passati, altre lo faranno prossimamente, sostituite da nuovi autobus dai nomi futuristici, funzionali, confortevoli, ribassati, anzi così bassi che forse, stando a bordo di un Siccar, si può scrutare la parte superiore delle vetture di nuova costruzione.
Chissà cosa penseranno i “veci” quando vedranno i nuovi arrivati solcare i cancelli dei depositi, ma soprattutto cosa frullerà nella testa dei “giovincelli” nel vedere i loro predecessori, stanchi ed affaticati dopo trent’anni di fatiche sulle strade della bassa Romagna.

Davvero un peccato che gli autobus non abbiano la possibilità di dialogare.

Nell’attesa del cambio generazionale ci gustiamo un “Siccarone” ancora circolante, più precisamente la vettura 31728, impegnata sulla corsa scolastica della linea 4B che parte alle 13:35 dal Centro Studi di Rimini, particolare per il fatto di effettuare la deviazione per servire anche il Centro Studi di Viserba e di essere prolungata dal capolinea di “Bellaria - Cagnona”, il principale del ramo “B”,  fino a S.Mauro Mare; non a caso il bus è immortalato lungo via Ravenna che, insieme a viale Marina, congiunge i due capolinea.

Francesco Gardini - 14/12/2016