lunedì 30 aprile 2018

Aziende del TPL oltre i confini della Romagna, occasionalmente a Rimini sul finire d’aprile.

Nel corso del weekend appena trascorso (sabato 28 e domenica 29 aprile 2018), presso la Fiera di Rimini si è tenuto il tradizionale raduno primaverile di Comunione e Liberazione.
Nonostante siano sempre più lontani i tempi in cui i vettori pubblici emiliano-romagnoli (ATC Bologna, ATR Forlì-Cesena, Tram Rimini, ATM Ravenna, FER, ecc.) la facevano da padrone nello svolgimento dei vari servizi di transfer o di quelli di noleggio, anche quest'anno tale evento è stato l'occasione per poter ammirare autobus, sia da linea che da turismo, provenienti un po’ da tutta Italia, solitamente difficili da incontrare in terra di Romagna.
Soffermandoci sul fronte "linea", ho deciso di proporre alcune immagini che testimoniano le presenze più importanti di realtà del TPL provenienti da fuori Romagna.

1) Dal Veneto riconfermata la presenza di ATCV Venezia, azienda che quest'anno è giunta a Rimini solamente con vetture extraurbane, in prevalenza Mercedes Integro, oltre ad almeno un DeSimon IL3. Lo scatto inserito di seguito mostra una parata dei vari autobus.


2) Dalle Marche sono approdati in Romagna autobus di differenti realtà private, la maggior parte delle quali facenti parte del consorzio “Contram Mobilità”, attivo nel TPL della provincia di Macerata. L'autobus di linea più particolare incontrato, di un modello non presente nella nostra terra, è stato un Setra S317UL di SAP Potenza Picena, facilmente distinguibile anche per la sua livrea color rosa.


3) Presenza fissa degli ultimi anni è anche il colosso di BusItalia - Sita Nord, arrivato a Rimini per l'occasione con differenti autobus della divisione umbra (bacino ex Umbria Mobilità): tra di essi anche alcuni Mercedes Intouro. Lo scatto ritrae la vettura S0359, con tanto di tabellazione aziendale esposta sul display anteriore.
Accanto a tale autobus si possono scorgere, osservando l’immagine, sulla sinistra l’EuroClass HD matr. 97019, sulla destra il Setra S415UL matr. 73663, spesso protagonista nel periodo estivo della linea mare Perugia – Milano Marittima.


4) Ultima ma non ultima, dalla Lombardia, la bergamasca SAB, azienda del gruppo Arriva presente a Rimini  con un numero esiguo di vetture, tra le quali ha suscitato il mio interesse un particolare Setra S416H, 13 metri a 2 assi, contraddistinto dalla matricola aziendale 528. Trattasi di un autobus di recente acquisizione, proveniente verosimilmente dal mercato dell’usato o del pronta consegna, come testimonia il porta targa con marchio “Bus Store” (divisione usato del gruppo Evobus). Pur essendo un autobus costruito prettamente per i servizi di linea, da quel che sembra il vettore bergamasco dovrebbe utilizzarlo in particolar modo su quelli di noleggio, come dimostra l’assenza di display e/o di obliteratrici.


Tutte e quattro le immagini sono state scattate presso i parcheggi della Fiera di Rimini, mentre gli autobus si trovavano in sosta pomeridiana dopo aver portato in loco i partecipanti al convegno.

Francesco Gardini – 30/04/2018

giovedì 26 aprile 2018

Linea (Castel Guelfo) – Bagnara – Lugo, 2/148 o 185.



Soffermandosi attentamente sulle varie realtà trasportistiche, ci si può facilmente accorgere di quanto le aziende, in particolar modo quelle di piccole o medie dimensioni, siano radicate nel territorio, complice il fatto di essere un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini delle varie località servite.
In questo ambito, se si analizzano più attentamente le linee storicamente gestite dai vettori privati, si può notare che la maggior parte di esse conservano ancora oggi il compito di collegare il centro abitato presso il quale è collocata la sede dell’azienda stessa con le principali città e cittadine ad esso più prossime.

Una interessante dimostrazione la si può trovare all’interno della provincia di Ravenna, più precisamente nella bassa Romagna dove, tra i vettori privati, opera la “Ricci Bus”, realtà attiva nel TPL ravennate, ma soprattutto in quello della provincia di Bologna. 
La sede storica di tale azienda è posta presso il caratteristico borgo di Bagnara, una delle poche cittadine della zona non toccate dal servizio ferroviario: ci troviamo infatti in una porzione territoriale in cui si intersecano le linee ferroviarie Bologna-Ancona, Castel Bolognese-Ravenna, Faenza-Lavezzola, e Granarolo-Russi. 
Proprio presso Bagnara hanno origine due linee, inserite nel gruppo di tratte della provincia di Ravenna gestite da “Mete” per mano del consorzio “CoerBus” ed esercitate dalla “RicciBus”, le quali si muovono rispettivamente in direzione delle due cittadine limitrofe più importanti, Lugo e Faenza; col testo corrente ci soffermeremo più attentamente sulla Bagnara – Lugo, contraddistinta dai numeri 2/148 e 185 per la nuova numerazione. 
Il capolinea di questa linea, presso Bagnara di Romagna, è posizionato all’interno di un’apposita piazzetta collocata accanto alla Rocca Sforzesca, in prossimità dell’incrocio tra via Pilastrino (la provinciale per Castel Bolognese) e viale Giacomo Matteotti.  La prima parte del tracciato si snoda lungo la Provinciale Bagnara (SP 21), con uscita dal centro abitato costeggiando il perimetro del borgo storico. Rimanendo su tale arteria viaria, caratterizzata in alcuni punti da ampie semicurve, si raggiunge l’abitato di Villa S.Martino dopo il quale, mediante una svolta a sinistra, ci si inserisce su via Villa, fino al raggiungimento di Lugo. All’interno della cittadina il percorso della linea possiede la forma di un uncino, disegnato al fine di andare a servire dapprima il nodo trasportistico collocato nella zona del Foro Boario, poi l’autostazione dove è posto il capolinea finale: per far si che questo avvenga vengono percorsi nell’ordine il Circondario Ponente, le vie Foro Boario ed Albertino Acquacalda, i viali Tullio Masi e Alfredo Oriani. 
Ma il tracciato della linea 185 non è tutto qui. Nei giorni di scuola è attivo un prolungamento, con origine presso Bagnara, che prevede un lungo sconfinamento all’interno della provincia di Bologna, fino al raggiungimento della cittadina di Castel Guelfo. Scendendo nel dettaglio del percorso, dal capolinea “bagnarese” ci si muove sempre sulla Provinciale 21, ma in questo caso in direzione dell’abitato di Mordano. Ivi giunti, dopo una svolta a destra, si percorre un breve tratto di via Lughese, imboccando poi, verso sinistra, via Bulzamini, continuando su via San Francesco in direzione dell’omonimo borgo. Percorrendo la stessa arteria si raggiunge Bubano, località attraversata effettuando transito lungo via Lune, lasciata imboccando via Fluno, strada percorsa verso nord fino al termine della sua estensione. Giunti in fondo si compie un  sinistra-destra, dapprima su via Gambellara, poi su via Sasso Morelli, servendo così l’abitato che arreca proprio questo nome. Continuando su via Correcchio si raggiunge La Stellina dove, dopo aver girato a sinistra, ci si inserisce su via Nuova che consentirà poi di raggiungere Castel Guelfo. Lungo l’arteria citata poc’anzi, all’altezza di via Scuole Giardino ha origine un ingresso-regresso che consente di servire un altro borgo della bassa, quello di Giardino. 
Presso Castel Guelfo il tracciato della 185 prevede un anello, affrontato in senso orario, che consente agli autobus di invertire il proprio senso di marcia: è formato dalla già citata via Nuova, da viale dei Martiri, viale 2 Giugno (dove è posto il capolinea) e via Alessandro Volta.

Analizzando il quadro orario della linea 185 ci si può accorgere che il programma base prevede due coppie di corse feriali, con partenze da Bagnara alle 8:20 ed 11:00, dall’autostazione di Lugo alle 8:40 ed 11:20; in concomitanza coi periodi di apertura delle scuole, il secondo di questi giri assume carattere mercatale, venendo effettuato nella sola giornata del mercoledì, quando Lugo si popola dei banchi degli ambulanti. 
Vi è poi il “surplus” scolastico che inizia al mattino alle 6:20 con la partenza di un autobus da Bagnara per Castel Guelfo da dove, alle 6:42, avviene la ripartenza in senso opposto; giunti a Bagnara, dopo una sosta di 5 minuti, si procede per Lugo, con arrivo alle 7:40.
Si passa poi alla fascia oraria del primo pomeriggio, con orari che rispecchiano le esigenze degli studenti che si recano a Lugo per motivi di studio. 
Relativamente alla cosiddetta “punta delle 13”, il giro ha inizio alle 12:55 a Bagnara e giunge all’autostazione lughese dove, alle ore 13:20, avviene la ripartenza con arrivo a Bagnara alle 13:40. Dopo 5 minuti si riparte per Castel Guelfo, cittadina presso la quale si giunge alle 14:10, con rientro a Bagnara alle 14:34.
Per la “punta delle 14” il giro, attivo solo dal lunedì al venerdì, ha origine a Bagnara alle 13:42, successiva partenza da Lugo alle 14:05, ritorno a Bagnara alle 14:25. Per proseguire alla volta di Castel Guelfo bisogna attendere le 14:37 con un giro che terminerà alle 15:27 nel capolinea “bagnarese” collocato accanto alla rocca. 
Dal lunedì al venerdì, sempre nei giorni di scuola, sono garantite anche alcune corse nel tardo pomeriggio: la prima è la Bagnara-Lugo delle 16:25, seguita da una limitata sulla tratta Lugo-Bagnara-Bubano alle 17:20 e da un rientro Bubano-Bagnara alle 17:48.
Da sottolineare che gli orari della linea 185 consentono differenti possibilità di coincidenza: presso Bagnara di Romagna con la linea 21 (o 188) di Mete/CoerBus, gestita sempre da “Ricci Bus”, da/per Faenza; a Sasso Morelli con la linea 153 di Tpb/Tper da/per Imola; a Castel Guelfo con la 99 di Tpb/Tper, gestita in pool con Autoguidovie da/per Bologna.

A livello di impiego mezzi, i principali attori sulla linea 185 risultano essere i vari “Daily” facenti parte della flotta aziendale di “Ricci Bus”. Sulle corse più affollate, generalmente quelle utilizzate dagli studenti, vengono però impiegate corriere da 12 metri: il principale assegnatario risulta essere l’Iveco 393E.12.35 MyWay contraddistinto a livello aziendale dalla matr. 600, anche se, nel corso del mese di febbraio 2018, ci è capitato di incontrare l’Iveco 370E.12.35 Orlandi Poker matr. 507, solitamente utilizzato come scorta. Proprio questo autobus è il protagonista dello scatto che proponiamo, immortalato nel cuore di Bagnara di Romagna, appena giunto con una corsa proveniente da Lugo.

Francesco Gardini – 26/04/2018

lunedì 23 aprile 2018

Cambio di bacino: un MyWay “ex Padane” sulle linee “ex Saces”.


Da quando in Romagna è attiva un’unica azienda pubblica gestrice dei servizi di TPL, vale a dire Start Romagna, in termini di gestione del parco veicolare si sono verificati differenti cambi di bacino che hanno comportato la presenza, in alcuni casi temporanea, in altri definitiva, di autobus che per molti anni sono stati protagonisti del servizio all’interno di un unico distretto provinciale, su linee dove un tempo non si sarebbe mai pensato di vederli. 
Nel corso del mese di aprile, nell’hinterland cesenate, in ambito extraurbano, si è verificarta l’immissione in servizio di un MyWay molto particolare, con caratteristiche mai viste tra i mezzi di egual modello circolanti all’interno della provincia di Forlì-Cesena, dove ATR, la storica azienda (poi agenzia) ne ha acquistati ben 66 nella versione “Irisbus 399”, nel lasso di tempo compreso tra il 2003 ed il 2005.
Il “nuovo” MyWay, attualmente di colore bianco, è la vettura 34203, classe 1999, facilmente distinguibile a prima vista dagli autobus analoghi circolanti nel bacino forlivese&cesenate per la presenza della porta centrale a doppia anta, ma anche per essere, per ora, l’unico veicolo di tale modello nella versione Iveco 393E.12.35. 
Come i più attenti ben sapranno, l’attuale vettura Start 34203 ha alle sue spalle un passato glorioso: fa parte di un mega lotto di MyWay acquistati in quel lontano 1999 dalle Gestioni Governative presenti sul territorio nazionale, quattro dei quali destinati a Ferrovie Padane che li ha numerati inaugurando la serie 700, con matricole comprese la “01” e la “04”; la vettura in questione era l’ultima del gruppo, l’originale 704. 
Si tratta di autobus dotati in origine di livrea blu ministeriale, con le prime due di queste vetture che sono finite assegnate al bacino ferrarese, le restanti a quello riminese della Val Marecchia. L’evoluzione trasportistica ha portato questi autobus a confluire nel 2001 in Ferrovie Emilia-Romagna venendo rinumerati da 903 a 906, quindi ad inizio 2012 in Tper, con anteposizione della cifra “8“ davanti all’originale numero di matricola. La storia trasportistica romagnola, come ben sappiamo, ha visto lo storico bacino delle “Padane” della Val Marecchia confluire, nell’ottobre di quello stesso anno, all’interno di Start Romagna con i vari MyWay che vengono rimunerati nella serie 34200; i due “storici ex FP” hanno perso la loro livrea originale tra il 2016 ed il 2017, sostituita dal bianco attualmente in uso sui bus del TPL romagnolo.

Tornano al nuovo impiego della 34203, va sottolineato che in terra cesenate è andata ad operare su linee facenti parte di un particolare sotto-bacino, un tempo estraneo alla gestione Sita/ATR, in carico a “Saces”, azienda privata che si occupava prevalentemente di garantire i collegamenti tra Cesena ed il territorio cervese, oltre a quelli tra la città stessa e le piccole località collocate nelle zone più impervie delle colline cesenati. 
Proprio tra Cesena e la pianura cervese svolge servizio il MyWay “ex Padane”, titolare di un TM uscente dal deposito Spinelli di Cesena, ma in sub-affido a “Sar Ranchio”, attivo negli scolastici, il quale al mattino svolte la corsa della 277 delle 7:15 da Pisignano per Cesena PuntoBus, con prosecuzione su una navetta della linea 155 diretta al Seminario, utilizzata dagli studenti che si recano alle scuole del Sacro Cuore. Nel pomeriggio il servizio si sposta sulla linea 241, effettuando le corse di rientro del ramo scolastico da/per Tagliata, due discendenti ed una ascendente (partenze da Cesena PuntoBus alle 13:20 e 14:32, da Tagliata alle 13:59, tutte anticipate di un’ora al sabato). Sulla medesima linea l’autobus svolge anche l’ultimo giro feriale sul percorso “maestro” per Lido di Savio, con partenze dall’autostazione cesenate alle 17:30 e dalla località marittima alle 18:15. In aggiunta a tali percorrenze, nelle giornate del martedì e del venerdì, viene inserita la coppia di corse scolastiche sulla linea 12 di Cesena, con origine da Barriera alle ore 16:00.

Qualcuno si chiederà: come mai questo cambio di bacino?
La risposta: un semplice scambio tra MyWay!!! 
Nel corso delle scorse settimane, all’interno del nostro portale Facebook, abbiamo documentato la presenza a Rimini del MyWay “cesenate” matr. 20716, incontrato in servizio sulla linea 124 (vedi goo.gl/Rj5KZA), vettura che fino alla fine del mese di febbraio è stata l’assegnataria del TM su cui è finita ad operare la 34203.


Pur essendo due autobus del medesimo modello, le differenze sono più di una. 
A livello di motorizzazione, la 34203 rispecchia la normativa Euro 2 mentre la 20716, essendo del 2003 quindi più giovane di quattro anni, è un Euro 3. Quest’ultima vettura, essendo dotata di porta centrale ad anta singola, possiede due posti a sedere in più della “ex Padane” (55 contro 53), ma due in meno sul totale (82 anziché 84). 
La 34203 a suo favore ha il fatto di essere stata completamente riqualificata in tempi piuttosto recenti, sia nella parte esterna, con riverniciatura integrale in bianco, che in quella interna, con tanto di sostituzione delle imbottiture delle sellerie; la 20716 si presenta invece nelle condizioni d’origine.

In allegato al testo corrente abbiamo deciso di inserire due immagini: la prima ritrae il MyWay “ex Padane” matr. 34203 presso Tagliata di Cervia in servizio sulla linea 241; la seconda, già pubblicata su Facebook, vede invece quello “ex ATR”, matr. 20716, protagonista di una corsa limitata a Riccione bivio Fontanelle della linea 124.

Francesco Gardini – 23/04/2018

giovedì 19 aprile 2018

UN AUTOBUS SU ROTAIE


di Roberto Renzi - 19/04/2018

"Littorina": un termine conosciuto praticamente da tutti gli italiani e sopravvissuto senza problemi al Regime che lo aveva coniato: è il fortunato sinonimo di quella che nel lessico ferroviario si chiama "carrozza automotrice" o, più semplicemente, "automotrice".
In breve, si tratta di un veicolo su rotaia che riunisce in sé l'apparato motore e gli spazi per ospitare viaggiatori e bagagli, esattamente come in un autobus.
E certe "littorine", in particolare quelle a trazione termica e a due assi un tempo diffuse sulle ferrovie secondarie, assomigliavano veramente a un autobus, sia per le dimensioni, sia per il fatto di non essere bidirezionali: avevano una sola postazione di guida e, non essendo munite del ponte invertitore, avevano la marcia indietro analogamente a un veicolo stradale.
Tra le più famose littorine a due assi vi sono le "emmine", così chiamate perché la loro capostipite è l'automotrice M.1 della Società Mediterranea Calabro-Lucane (MCL), che nasce nel 1933 con lo scopo di abbattere le spese di esercizio della trazione a vapore, riducendo allo stesso tempo i tempi di percorrenza, sulle linee secondarie a scartamento ridotto.
Le "emmine" furono costruite dalla Carminati & Toselli (prima serie), dalla OM (seconda serie) e dalla Piaggio (con carrozzeria autoportante in acciaio inox); erano lunghe dagli 8 ai 9,5 metri e potevano trasportare una trentina di viaggiatori. 
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, a cura delle Officine Ranieri di Roma furono costruiti ulteriori esemplari di "emmine" per le Calabro-Lucane, la cui carrozzeria aveva un aspetto molto simile a quello degli autobus dell'epoca. Alcune unità erano equipaggiate per circolare sui tratti a cremagliera: sulla linea Catanzaro–Catanzaro Lido, equipaggiata con dentiera tipo Strub, avrebbero prestato servizio fino alla metà degli anni Ottanta. 
Se il grosso di questi autobus su rotaie circolò sulla rete delle Calabro-Lucane (nel frattempo divenute FCL), dal 1952 al 1960 tre esemplari in tutto simili alle "emmine" dell'ultima fornitura, classificati ALn 35.01-02-03, furono in forza alla Gestione Governativa Ferrovie Padane, che li impiegò sulla linea Rimini–Novafeltria.
Nell'anno 1948 si era concluso il completo ripristino della ferrovia della Valmarecchia, comprendente anche importanti rettifiche di tracciato, ma il servizio era ancora affidato alle vecchie vaporiere che impiegavano oltre un'ora e mezza per collegare i due capilinea, ora distanti 33,231 km, con sole tre coppie di treni giornaliere. 
Una situazione insostenibile, che non mancò di alimentare  voci di soppressione della linea appena riaperta. Occorreva un radicale rinnovo dei mezzi di trazione: in un primo momento il Ministero ventilò l'ipotesi in inviare a Rimini due automotrici RALn 60, facenti parte del lotto di 25 unità costruite per la rete siciliana FS a scartamento ridotto (950 mm come la Rimini–Novafeltria), ma non se ne fece nulla. 
La necessità di rinnovamento ebbe una risposta solo nel gennaio del 1952, allorché giunse a Rimini la prima automotrice Diesel a due assi da 35 posti, immatricolata - secondo la pratica FS - ALn 35.01, costruita dalle Officine Raffaele Ranieri di Roma sul progetto delle collaudate “emmine” delle Calabro-Lucane.
Si trattava di un rotabile destinato, nell'immaginario collettivo, a sostituire "il treno" (più vagoni aggaciati alla locomitiva) con la "littorina", rotabile di ridotte dimensioni - era lunga 9,5 m - circolante isolato oppure trainando al massimo un rimorchio. 
Quest'ultima possibilità costituiva un "plus" rispetto "emmine" calabro-lucane, che non possedevano organi di aggancio e hanno circolato isolate per tutta la loro vita operativa.  
E proprio con il traino di una vettura a due assi debitamente zavorrata per raggiungere la massa di 10 tonnellate si svolsero il 20 maggio 1952 tra Rimini e Torello le corse di prova ufficiali dell'ALn 35.01 e delle sue sorelle 02 e 03, che raggiunsero in piano e in rettifilo i 45 km/h. Nonostante la presenza delle  rampe (30 mm/m) per giungere alla stazione di Verucchio e ridiscenderne, percorse da tutte le unità a 25 km/h, la velocità media sull'intero percorso fu pari a 35 km/h.
Mentre l'addio alle vecchie vaporiere fu solennemente officiato con una memorabile cerimonia nella stazione di Novafeltria il 21 gennaio 1952, le nuove automotrici si preparavano a entrare in servizio con l'orario estivo: il numero di treni passò così da tre a sei coppie e il tempo di percorrenza fu ridotto fino a 71-72 minuti. Per qualche tempo un'andata e un ritorno - arrivo a Rimini alle 7.12 e ripartenza dapprima alle 13.07, poi alle 18.30 - restarono appannaggio del vapore (le coppie di treni erano intanto divenute sette), ma con l'orario 23 maggio 1954 anche quest'ultimo residuato del vecchio esercizio scomparve.
Con sole tre unità in servizio e il traffico passeggeri in costante aumento non era facile assicurare quattordici treni al giorno (festivi compresi): fu così che nel 1955 le Padane ricevettero dalle Officine Ranieri una quarta automotrice (ALn 52.10), stavolta a carrelli e dalla potenza adeguata a trainare due carrozze.
La breve vita delle nostre "littorine" lungo la Valmarecchia si svolse così fino al 15 ottobre 1960, giorno della cessazione del servizio ferroviario, di certo senza infamia e senza lode; mentre il nascente pendolarismo per motivi di studio o di lavoro richiedeva la messa a disposizione di un maggior numero di posti, le piccole ALn 35 avevano cercato di dare il meglio di sé trascinandosi dietro una rimorchiata a carrelli, ricostruzione delle vecchie carrozze costruite per questa linea dalle "Reggiane" nel 1916. Un convoglio di tal fatta offriva un centinaio di posti a sedere, mentre alla ALn 52.10 - che di rimorchiate poteva trainarne due – erano assegnate le corse più affollate, come quella ascendente di mezzogiorno che per qualche tempo aveva richiesto l'effettuazione, nelle giornate di mercato, di un "ante" limitato a Corpolò o a Villa Verucchio.
Nel febbraio del 1961, chiusa al traffico da alcuni mesi la ferrovia della Valmarecchia ed espletati gli ultimi "treni ramazza" per concentrare tutto il materiale sul piazzale di Rimini Centrale, tutte le automotrici partirono alla volta di Catania, acquistate dalla Ferrovia Circumetnea (FCE) insieme alla carrozza passeggeri C101 e alcuni carri, nonché le quattro piattaforme girevoli da 5,5 m indispensabili per il cambio del senso di marcia delle ALn 35.
Alle pendici dell'Etna le "due assi" ex Padane, poco capienti e dalle prestazioni modeste, non ebbero vita lunga e finirono demolite al principio degli anni Ottanta. Meglio andò alla "carrelli", da ultimo impiegata come mezzo di soccorso e la cui storia si è conclusa soltanto nel 2015, demolita dopo anni di accantonamento.
Detto che si trattava di un rotabile a due assi monodirezionale, resta da vedere com'era fatto questo autobus su rotaie. Le immagini che seguono, tra cui alcune inedite scattate dall'autore all'età di sette anni, ben documentano come i 35 posti a sedere erano disposti in direzione del senso di marcia su file di quattro, più tre contro marcia dietro il divisorio della cabina di guida; nel mezzo dell'automotrice c'erano le porte d'accesso, una per lato, a battente e funzionamento manuale; la cabina di guida era isolata dall'ambiente viaggiatori e dotata di proprie porte d'accesso dall'esterno.
La cassa, in laminati d’acciaio interamente saldati, era autoportante. Analogamente alle "emmine" delle Calabro-Lucane ricostruite, la motorizzazione era costituita da residuati di guerra: il motore era un Diesel General Motors 671 a 6 cilindri da 6977 cm3 e 2000 giri/min, prodotto negli USA per i carri armati Sherman, completo del suo cambio meccanico a cinque marcie e del ponte di trasmissione che agiva sul solo asse posteriore (rodiggio 1A, distanza tra gli assi 4200 mm); poteva sviluppare una potenza di 165 CV (120 kW), la velocità massima era di 45 km/h.
All'incirca della stessa potenza erano i motori che equipaggiavano i coevi autobus FIAT 309, destinati a sostituire - senza peraltro tirare rimorchi - le "littorine" sull'accidentato percorso della strada Marecchiese, che verrà rettificata ed ampliata solo nel 1973 proprio sul sedime ex ferroviario. Quanto all'inquinamento prodotto da questi motori Diesel... beh, si era proprio lontanissimi dalle attuali norme Euro e forse facevano rimpiangere il fumo "buono" delle vaporiere!
La frenatura pneumatica Westinghouse agiva su entrambi gli assi e così pure il freno a mano. L’aria necessaria al freno e al servocomando pneumatico della frizione era prodotta da un compressore azionato direttamente dal motore. 
Per concludere diremo che il diametro delle ruote era di 720 mm, la lunghezza ai respingenti e la larghezza massima erano rispettivamente 9580 mm e 2660 mm, l'altezza massima sul piano del ferro 3050 mm.
Anche se potenza e dimensioni erano quelle di un autobus, per tutti i riminesi e gli abitanti della Valle questa è rimasta nel ricordo come la "Littorina", un mezzo che, avvicendatosi ai treni a vapore che tanto hanno dato a questa vallata, ha rappresentato l'ultimo stadio del servizio su rotaia, passando il testimone a una linea su gomma che negli anni ha visto un costante aumento della frequentazione, forse anche per il peso di una grande tradizione rappresentata da un altro nome: le "Padane".

SULL'ARGOMENTO VEDI ANCHE:

Una riproduzione del libretto dell'ALn 35.02 si trova in rete a questo indirizzo:



Su Trasporti Pubblici in Romagna:





...e naturalmente il fondamentale libro di Gian Guido Turchi, Da Rimini a Novafeltria in treno, ETR Salò 1986.


Infine, su You Tube, lo storico documentario radiofonico Scartamento ridotto di Sergio Zavoli (1952), rimasterizzato dal sottoscritto nel 2012:



FOTOGRAFIE

1 (TITOLO) – Foto Dario Curzi (Rimini Centrale, 1956).

2 – All'inizio degli anni Cinquanta le anziane vaporiere Breda trainavano ancora i treni passeggeri e merci lungo i 33 km della Rimini–Novafeltria. La foto è presa in quell'epoca presso la cava di Borgnano  (collezione Ido Rinaldi).

3 – Tecnici e personale delle Padane visibilmente soddisfatti per l'arrivo della prima automotrice Diesel, durante la corsa di prova per l'ammissione al servizio del 20 maggio 1952 (foto Dario Curzi).


4 – Carrozze a due assi provenienti dalla cessata ferrovia Ostellato–Porto Garibaldi fotografate a Rimini Centrale FP. Una di queste fu presumibilmente utilizzata per la corsa di prova delle ALn 35 (foto Renzo Renzi).


5 – Inizialmente le "littorine" a due assi sfoggiavano una vistosa livrea grigio-argento che fu estesa ad almeno una delle quattro carrozze (Reggiane, 1916) ricostruite nel dopoguerra (foto Dario Curzi).


6 – Un'ALn 35 è appena arrivata nella stazione di Rimini Porta Montanara trainando una carrozza a carrelli; al capolinea di Rimini Centrale manca l'ultimo kilometro, da percorrere lungo i bastioni medievali transitando anche davanti all'Arco d'Augusto (autore ignoto, foto tratta da Facebook).


7 – Pietracuta 1952. Automotrice isolata proveniente da Rimini ferma sul binario d'incrocio (foto Dario Curzi).


8 – Pietracuta 1952. Incrocio tra due ALn 35. In questa foto sono visibili a destra il grande fabbricato viaggiatori e il magazzino merci costruiti per l'incompiuta linea Santarcangelo–Urbino–Fabriano; a sinistra la vecchia stazioncina della Padane, abbandonata dopo la rettifica di percorso del 1948 (foto Dario Curzi). 


9 – La stazione di Villa Verucchio con una "littorina" in partenza per Rimini (collezione Roberto Renzi).


10 – Essendo le ALn 35 monodirezionali, si rivelarono indispensabili le quattro piattaforme girevoli da 5,5 m esistenti nelle stazioni di Rimini Centrale (nella foto), Villa Verucchio, Pietracuta e Novafeltria (foto Roberto Renzi).


11-12 – Gli interni della "littorina" a due assi. L’unica cabina di guida era sistemata nella parte anteriore del mezzo, separata con un divisorio dallo scompartimento viaggiatori. I 35 posti a sedere erano imbottiti ma privi di poggiatesta (foto Roberto Renzi).



13 – Scatto un po' avventuroso in cabina di guida. Si nota il "volante" che nelle automotrici dell'epoca a trasmissione meccanica serviva come freno a mano (foto Dario Curzi).


14 – L'orario 17 maggio 1953 mostra sette coppie di treni, oltre a una coppia da effettuarsi nei giorni di mercato a Rimini e limitata a Corpolò. Poiché la piattaforma girevole si trovava a Villa Verucchio, pare scontato che fino a questa stazione si procedesse a vuoto. Questo è forse l'ultimo orario in cui compaiono treni con trazione a vapore (treni 2 e 11), con un tempo di percorrenza decisamente superiore a quello delle automotrici (treni AT) (collezione Roberto Renzi).


15 – Immagine di vita quotidiana nella stazione di Rimini Centrale. Interessante notare l'ALn 35 che sta manovrando mentre un'unità simile è in sosta sul binario del magazzino merci. Si nota che tutto il Gruppo è stato ricolorito in castano e Isabella, i colori dei mezzi automotori FS dell'epoca. Sullo sfondo le vecchie vaporiere già accantonate, tra le quali il celebre "cubo" numero 4 oggi in forza alla ferrovia-museo Blonay–Chamby, ultimo rotabile ancora esistente e funzionante della linea della Valmarecchia! (foto Dario Curzi).


16 – La ferrovia di una volta trasportava pacchi e collettame per caricare i quali vi erano carrozze come quella in sosta sul binario di destra, mista passeggeri e bagagliaio (BD). Agganciata alla "littorina" in partenza per Novafeltria vi è invece una carrozza passeggeri, ricostruita a classe unica ma che in origine era di prima e terza classe (foto Dario Curzi).


17 – Nel 1956 entrò in servizio l'automotrice a carrelli ALn 52.10, che apportò un deciso miglioramento al servizio ma era destinata a restare un esemplare unico (foto Dario Curzi).


18 – Per chi dubitasse che le "due assi" potessero trainare una carrozza a carrelli fino a Novafeltria, questa foto scioglie ogni dubbio. Il manovale sta sganciando la rimorchiata dall'ALn 35.02 in modo da permetterne l'aggiramento per il ritorno a Rimini, previa giratura sulla piattaforma (foto Mariano Garzi).


19 – Partiti da Novafeltria, la prima stazione che si incontrava era quella di Secchiano: in questa cartolina degli anni Cinquanta si vedono più "curiosi" che passeggeri... (collezione Aldo Viroli).


20-21 – Il Ponte Santa Maria Maddalena, a 26 km da Rimini Centrale, accoglieva sia la sede stradale che quella ferroviaria. Nella seconda immagine si vede in transito un'ALn 35 diretta a Rimini (collezione Roberto Renzi).



22 – Il tratto di linea compreso tra la rampa a valle di Verucchio e l'ingresso nella città di Rimini si svolgeva in affiancamento alla strada Marecchiese: così avveniva nel 1960 l'attraversamento dell'abitato di Corpolò (foto Mariano Garzi).


23 – L'ALn 35.01 in piena corsa sul binario posato a lato della strada, la cui rimozione, dopo la chiusura della linea, permetterà l'allargamento della trafficatissima S.S. 258 (foto Mariano Garzi).


24 – Il "ghetto" di Spadarolo, alle porte di Rimini, fermata facoltativa del treno nota anche come "Bar Cecchini" (foto Mariano Garzi).


25 – Riproduzione di uno degli ultimi orari di servizio della Rimini–Novafeltria (treni dispari), che mostra come la velocità massima consentita alle automotrici fosse di 45 km/h; sono anche riportati vari rallentamenti relativi ai punti di maggior conflitto con la viabilità ordinaria. Tra stazioni e fermate, le località di servizio intermedie erano 16; con l'avvento dall'autoservizio sostitutivo il numero delle fermate subirà un ulteriore incremento.


26 – Due settimane dopo la cessazione del servizio su rotaia, le quattro automotrici sono allineate sul binario 3 di Rimini Centrale, in attesa di decisioni sul loro futuro. Nel febbraio del 1961 saranno trasferite a Catania per riprendere servizio sulla Ferrovia Circumetnea (foto Renzo Renzi).


27 – Nel 1980 le automotrici a due assi ex Padane erano già accantonate fuori uso nella stazione di Riposto (Archivio Roberto Renzi).



lunedì 16 aprile 2018

Crossway “regionali” , quelli di Tper in Terra di Romagna

All’interno dei portali di “Trasporti Pubblici in Romagna”, da circa un anno a questa parte, abbiamo più volte parlato dei CrosswayLE “regionali”, gli autobus extraurbani da 12 metri acquistati mediante bando di gara emesso congiuntamente nel 2016 dalle aziende pubbliche operanti all’interno del territorio emiliano-romagnolo, la cui spesa d’acquisto è stata in parte finanziata dalla stessa Regione Emilia-Romagna.
Trattando le tematiche relative al TPL romagnolo, ci siamo sempre soffermati sui CrosswayLE di proprietà di Start Romagna, il principale vettore pubblico operante all’interno delle provincie di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, ma non l’unico di tale natura istituzionale materialmente presente nella nostra terra.
All’interno del territorio ravennate infatti, complice gli sconfinamenti dei bacini trasportistici delle province di Bologna e Ferrara, è possibile  riscontrare la presenza dei CrosswayLE “regionali” appartenenti a Tper, la principale realtà pubblica attiva in Emilia-Romagna nell’ambito dei servizi di trasporto collettivo, sia su gomma, che su ferro.

Il primo lotto di Crossway LE arrivati in casa Tper per mezzo della gara regionale 2016 conta all’attivo 23 vetture immatricolate nel corso del maggio del 2017 e numerate a livello aziendale con matricole comprese tra 1456 e 1478, caratterizzate dalla livrea blu ministeriale con fascia bianca della Regione Emilia-Romagna: è questa infatti la principale colorazione ancora in uso sugli autobus in classe II (extraurbani) operanti all’interno della flotta di Tper.
Questi CrosswayLE, ripartiti tra il bacino bolognese e quello ferrarese, sono andati ad aggiungersi ad altre dieci unità analoghe immatricolate invece nell’aprile e nel luglio 2015 (serie 1446-1455) facilmente distinguibili dai “regionali” per il fatto di possedere display a led di colore arancio.
In fase di immissione vi sono poi altri quindici CrosswayLE (serie 1479-1493), opzionali di quelli giunti mediante la gara regionale 2016.


Per quel che concerne il bacino di TPL della provincia di Bologna, la presenza in Romagna dei CrosswayLE “regionali” di Tper è stata conseguente ad una loro assegnazione sulle principali linee che si muovono lungo la direttrice S.Vitale, ossia quelle che seguono il tracciato della strada statale che unisce Bologna a Ravenna.
La presenza principale la si è potuta riscontrare sulle due linee che da Lugo di Romagna  raggiungono il capoluogo regionale, toccando cittadine quali Massa Lombarda, Medicina, Castenaso: sono la suburbana 99 e l’extraurbana 206, tratte che Tper esercita in pool con Autoguidovie, azienda privata con sede in Lombardia, attiva all’interno del TPL bolognese dal 2012 quando ha ereditato la gestione del servizio precedentemente detenuto da FER, che a sua volta lo aveva ereditato da FBP (Ferrovia Bologna-Portomaggiore).
Per meglio esercitare queste due linee, a Lugo è presente uno storico gruppo esterno di Tper (ancor prima di ATC Bologna) dove, già nel corso dell’estate 2017, sono stati assegnanti i nuovi CrosswayLE che, unitamente ad alcuni Setra S417 UL (a 3 assi), hanno rilevato il posto detenuto, da oltre un decennio, dagli Iveco/Irisbus MyWay e dai Mercedes Integro.
A dimostrazione di quanto descritto, abbiamo inserito un’immagine che ritrae il CrosswayLE matr. 1460 in servizio sulla corsa della linea 99 per Bologna piazza dei Martiri con partenza dall’autostazione di Lugo alle 13:05, esercitata da Tper nei soli sabati scolastici ed in quelli non scolastici, seppur con partenza alle 13:09 dalla zona del Foro Boario.


Rimanendo lungo la Statale S.Vitale, si può trovare la presenza di un’altra linea storicamente gestita da ATC Bologna, vale a dire la 296, nata nel 1995 come costola della 206, della quale ha rilevato porzione che da Lugo si spinge fino alla città di Ravenna con un prolungamento, limitato al periodo estivo, che permette di raggiungere le località rivierasche di Marina di Ravenna, Punta Marina e Lido Adriano.
L’attuale configurazione della 296 vede all’attivo corse che di fatto si inseriscono, a nord di Lugo, sul tracciato della 206, toccando S.Agata sul Santerno, Massa Lombarda e Fruges. Presso tale località ha origine una diramazione della tratta che, percorrendo la provinciale “Selice”, garantisce alcune interazioni da/per la cittadina di Conselice.
La stragrande maggioranza delle corse della linea 296 sono svolte dai vettori privati del gruppo CoerBus, facenti parte anche di Tpb, il consorzio che nel 2010 si è aggiudicato la gara per la gestione dei servizi di TPL all’interno del bacino bolognese.
Nel periodo invernale però, due corse del primo pomeriggio, attive dal lunedì al venerdì, nei giorni di scuola sono svolte direttamente da Tper: trattasi della corsa Fruges – Ravenna delle 13:35 e del rispettivo rientro per Lugo, con partenza alle 14:45 dalla centralissima via De Gasperi, all’interno della città bizantina.
Entrambe le corse sono inserite all’interno di uno dei “cartelli” (appellativo che contraddistingue i TM all’interno della rete bolognese) uscenti dal gruppo esterno di Lugo, fattore che ha comportato la presenza dei CrosswayLE “regionali” a marchio Tper anche sulla linea 296. 
A dimostrazione di tutto questo, un’immagine della vettura 1461, ritratta in transito lungo la centralissima via De Gasperi, presso Ravenna, poco dopo aver effettuato l’inversione di marcia che le consentirà, una volta posizionatasi presso l’apposito stallo, di ripartire alla volta di Lugo.


Rimaniamo a Ravenna. La città romagnola già capitale italica nel corso del dominio Bizantino, complice anche la sua posizione geografica, è da sempre un vero e proprio crocevia presso il quale confluiscono numerose arterie viarie, nonché rotte marittime. Questo aspetto trova una importante dimostrazione anche se si analizza la rete di TPL gravitante su Ravenna la quale, soprattutto in abito extraurbano, vede la presenza di linee appartenenti a differenti bacini provinciali. Uno di questi è quello ferrarese, storicamente gestito da ACFT, poi passato nelle mani della bolognese ATC, ed attualmente in carico a Tper che opera per conto dell’agenzia AMI.
La principale linea extraurbana del bacino di Ferrara che si attesta presso Ravenna è quella attualmente contraddistinta dal numero 333 (Codigoro – Porto Garibaldi – Ravenna), alla quale si aggiunge, nei giorni di scuola, la 334 (Mesola – Porto Garibaldi – Ravenna). Entrambe le linee, complice il fatto di possedere una porzione di tracciato in comune,  si inseriscono all’interno della provincia ravennate lungo la SS309 “Romea”, entrando poi nel territorio cittadino una volta giunte all’altezza della zona industriale “Bassette”, andandosi infine ad attestare presso l’autostazione di P.le Aldo Moro, collocata a due passi dal punto in cui termina il Canale Candiano. All’interno di Ravenna è presente inoltre un’appendice scolastica che permette il raggiungimento dell’ITIS di v.le Marconi.
Proprio la 333 è stata la prima linea che ha consentito, a partire indicativamente dal mese di giugno 2017, di poter riscontare la presenza dei CrosswayLE “regionali” a marchio Tper all’interno della città di Ravenna; ovviamente si è trattato di alcune tra le vetture assegnate al bacino di Ferrara ed ai gruppi esterni gravitanti su di esso.
In un caldo pomeriggio di luglio ci è capitato di incontrare la vettura 1474, appena uscita dall’Enichem, stabilimento posto all’interno della polo chimico ravennate, servito dalla 333 nell’intero corso dell’anno mediante una coppia di corse attive dal lunedì al venerdì. L’autobus è diretto alla stazione di Codigoro che, pur essendo indicata sul display come “F.S.”, è il luogo presso il quale termina la nota linea ferrovia proveniente da Ferrara, un tempo gestita da “Ferrovia Padane”, attualmente da FER/Tper.

Francesco Gardini – 16/04/2018

mercoledì 11 aprile 2018

CrosswayLE “regionali” lotto 2018: il primo esordio con la 34262.



Dopo un 2017 a dir poco scoppiettante, all’interno del territorio romagnolo, in termini di nuove immissioni di autobus destinati ai servizi di linea, anche questi primi mesi del 2018 stanno facendo registrare molteplici new-entry. 
In tale ambito, nel corso della settimana corrente, la seconda del mese di aprile, un avvenimento importante è stato annotato all’interno dei nostri “annali trasportistici”: l’entrata in servizio, in ordine cronologico, del primo IvecoBus CrosswayLE Line 12 mt appartenente al cosiddetto “lotto 2018”, comprendente al proprio interno sette vetture che andranno a comporre, nella flotta di Start Romagna, la sotto serie 34258-34264 e che saranno ripartite all’interno dei vari bacini trasportistici gestiti dall’azienda. Questi nuovi autobus sono stati acquistati dal vettore pubblico romagnolo sfruttando la possibilità di “opzione aggiuntiva” prevista dal bando di gara emesso congiuntamente nel 2016 dalle aziende pubbliche operanti sulla rete del TPL che si snoda all’interno dell’Emilia-Romagna.

Il primo di questi nuovi CrosswayLE che ha debuttato in linea è stato quello contraddistinto dalla matricola 34262, assegnato al bacino di Forlì-Cesena ed affidato al deposito “Pandolfa”, quello con sede posta nel capoluogo forlivese. La vettura è stata impiegata sul principale TM ivi uscente e gestito direttamente da Start, al cui interno sono inseriti, nella fascia oraria mattutina, un giro di 127 tra Forlì e Rocca S.Casciano e due sulla 126, il primo limitato a Cervia, il secondo a Pinarella. Nel primissimo pomeriggio il medesimo nastro opera inoltre sulla linea 132p Forlì – Carpena – Magliano, svolgendo le due coppie di corse scolastiche previste in tale fascia oraria.

L’IvecoBus CrosswayLE è un modello di autobus già noto all’intero del territorio romagnolo (e non solo!!!), non a caso quando queste sette vetture saranno a regime, nella sola flotta di Start Romagna se ne potranno contare ben 44!!! 
Di queste vetture 40 sono da 12 metri e sono suddivisibili in cinque sottogruppi: i primi due racchiudono al proprio interno sei macchine (matr. 34221-34226), tutte operanti nel bacino di Rimini, immesse in servizio tra il gennaio ed il maggio del 2016, acquistate da Start in autofinanziamento. 
I restanti tre gruppi sono invece quelli che abbiamo soprannominato “Crossway regionali” in quanto la spesa per l’acquisto è stata finanziata al 50% dalla Regione Emilia-Romagna. Il primo di questi gruppi conta 26 autobus (matr. 34231-34256) entrati in servizio tra la primavera e l’estate del 2017, con le prime 10 vetture che risultano operanti nel territorio riminese, mentre le restanti 16 in quello forlivese e cesenate. Il secondo gruppo (se così si può definire) conta invece una singola unità, vettura 34257, giunta a fine 2017, ma immessa in linea ad inizio 2018 all’interno del bacino di Ravenna. Infine il “lotto 2018” che vede per ora attiva la sola 34262, assegnata al bacino di Forlì-Cesena; solo il tempo ci farà conoscere la futura assegnazione delle restanti vetture, anche se le due “capostipiti” 34258 e 34259 dovrebbero già trovarsi presso il deposito ravennate, pur rimanendo in attesa di immissione. 
Da ricordare inoltre che all’interno del parco veicolare di Start Romagna sono presenti anche quattro CrosswayLE da 13 metri (matr. 34301-34304), acquistati nel corso del 2016, tutti assegnati al bacino di Ravenna.

Tornando al gruppo di CrosswayLE in corso di immissione, possiamo dire che le caratteristiche estetiche riscontrate su questi autobus sono le stesse già descritte per gli altri “regionali”, con una particolarità già osservata sulla 34257, quella consegnata a fine 2017 ed immessa in servizio ad inizio 2018: la colorazione bianca della carrozzeria è stata estesa alla cornice posta al di sopra della parte vetrata, solitamente nera.
Analogamente agli altri “Cross” di Start, anche questi sette esemplari sono mossi da motore Iveco Cursor 9 Euro VI da 8710 cc, alimentato a gasolio con aggiunta di AdBlue (urea), erogante una potenza massima pari a 265 Kw; il cambio, automatico, è l’ormai diffusissimo ZF Ecolife a 6 marce (più la retromarcia).
I CrosswayLE da 12 metri sono dotati a bordo di 45 posti a sedere fissi più due strapuntini richiudibili  collocati in prossimità della postazione per l’alloggiamento della carrozzina; essendo infatti Low-Entry, quindi con pianale completamente ribassato fino alla porta centrale, sono dotati di apposita rampa manuale che consente l’accesso ai diversamente abili. Essendo autobus in classe II, quindi extraurbani, sono anche omologati per ospitare a bordo fino a 35 persone in piedi.
Come previsto su tutti i moderni autobus, anche su questi nuovi CrosswayLE è presente l’impianto di aria condizionata. 
Questi nuovi autobus sono inoltre allestiti con tutte le strumentazioni previste al giorno d’oggi sui veicoli adibiti al servizio di linea: sono quindi presenti display di destinazione Aesys a led bianchi, sistema di videosorveglianza sia interna che esterna, obly Stimer conforme al sistema tariffario in vigente in Emilia-Romagna, sistema di monitoraggio satellitare AVM, con terminale di bordo che viaria in base al bacino trasportistico di appartenenza.

A corredo del testo abbiamo inserito uno scatto che ritrae la nuova vettura 34262 a Cervia sul Lungomare Grazia Deledda, titolare della corsa della linea 126 per Pinarella con partenza dal PuntoBus di Forlì alle ore 10:25.

Francesco Gardini – 11/04/2018

domenica 8 aprile 2018

Tre corriere da 10 metri: “new entry” sulle linee di Ravenna




Nel corso delle ultime settimane sono stati immessi in servizio, sotto le insegne dell’azienda ravennate Gamberini Bus, tre autobus interurbani aventi una caratteristica abbastanza insolita per la zona di Ravenna: si tratta infatti di vetture lunghe 10,5 metri!

Nel dettaglio, le “new entry” sono due Scania De Simon IN.3 ed un Volvo B10B Poland, di colore blu e con fascia grigia, contraddistinti rispettivamente dalle matricole aziendali 30, 31 e 39. 
Le tre vetture sono state acquistate usate dall’ATAP di Pordenone, la principale azienda che gestisce il TPL nella città friulana, presso la quale erano state immatricolate per la prima volta tra luglio ed agosto 2002. 
I due De Simon, aventi numero di telaio contiguo e mossi da motore Scania Euro 3, erano le vetture 379 e 380 dell’ATAP, mentre il Volvo (che, seppur risalente allo stesso periodo, è dotato di motore Euro 2) era contraddistinto dalla matricola 378.
Dalla precedente gestione è verosimile che i tre autobus abbiano mantenuto i display a led di marca Ameli, mentre in seguito sono stati installati il computer di bordo e l’obliteratrice AEP. Inoltre, sugli Scania 30 e 31 sono stati applicati i loghi di Gamberini Bus, che si distinguono per alcuni dettagli di colori diversi.

Questi tre autobus si vanno ad aggiungere ad altri sette, molto simili per modello e provenienza, già presenti all’interno del parco dell’azienda Ravennate. Nel corso degli ultimi anni erano infatti stati acquistati cinque Volvo B10B interurbani da 12 metri provenienti dalla SAF di Udine e due Scania De Simon IL.3 (12 metri) precedentemente appartenuti all’ATAP di Pordenone. 
Diventa pertanto ancora più significativo il numero di autobus di origine Friulana-Giulina che hanno trovato una “seconda vita” in Romagna (da non dimenticare anche i diversi urbani ex TT Trieste, ora di Start Romagna)!




La principale particolarità di queste tre “corriere” è la lunghezza di 10,5 metri, assente dalla zona della città di Ravenna ormai da numerosi anni. Infatti per ritrovare un 10 metri interurbano sulle linee del ravennate bisogna risalire a casi piuttosto particolari. Tra i pochi esempi vi è la vettura 614 di ATM Ravenna (ex 14 AMF Faenza), ovvero un Iveco 370S.10.24 classe 1989, entrata a far parte del parco ATM nel 1996 e dismessa nel 2005, venendo ceduta, assieme a diversi altri mezzi, ai soci Coer-Bus che avevano in subappalto alcune corse, ed infine radiata nel 2009. Inoltre vi è stata la “parentesi ravennate” dell’attuale vettura Start 20665 (ex Saces, ex Setram 665, ex AVM 665), un Irisbus 391E.10.29 Eurorider Orlandi, classe 2001, che oltre ad essere stata usata frequentemente sulla linea 149 Cesena-Ravenna, è stata assegnata per un breve periodo al deposito Start di Ravenna (risalente ai “primi periodi” dell’azienda romagnola).
Per completezza vanno ricordate anche alcune vetture interurbane da 10 metri della Coop Trasporti di Riolo, che però molto raramente raggiungevano la città di Ravenna.

Tornando alle tre “new entry” di Gamberini Bus, si può aggiungere che attualmente il loro impiego è relegato sia a servizi di linea che scuolabus. Tra le varie linee vi è la “2/14” o 151, in gestione diretta all’azienda, che collega Ravenna con Villa Prati, transitando, tra le varie località, da Piangipane, Mezzano e Villanova di Bagnacavallo, e con prolungamenti estivi per Fusignano e Marina di Ravenna. Inoltre li si possono trovare anche sulle varie corse delle linee Start Romagna svolte in subappalto, nonché sulla navetta di Mirabilandia, e non è da escludere anche qualche possibile comparsa sulla linea Tpb/Tper 296.




A testimonianza, alcune foto raccolte nelle scorse settimane, nonché le prime di servizio in terra romagnola per questi tre bus.
Nella prima immagine il Volvo B10B matricola 39 (il numero è presente sul retro del mezzo) si trovava tra San Marco e Longana, impiegato su una corsa di 158 diretta a Ravenna. Nella seconda foto (di Francesco Gardini) lo Scania De Simon IN.3 numero 30 era in sosta presso l’autostazione di Cervia, in attesa di partire come 176 alla volta di Ravenna. Infine l’ultima foto, “improvvisata” a Piangipane, l’altro Scania, quello con numero 31, stava effettuando una delle corse della linea 151 da Ravenna per Villa Prati.

Gian Marco Assirelli - 8 aprile 2018