lunedì 29 gennaio 2018

Uscite di scena… fra vecchio e nuovo anno.

L’operazione di ringiovanimento del parco veicolare delle aziende di TPL messa in atto nel corso del 2017 non solo su scala romagnola, bensì all’interno dell’intero territorio regionale, ha portato indubbiamente una ventata di “aria nuova” in termini di autobus impiegati sulle varie linee, di ogni ordine e grado. E’ però cosa arcinota che le nuove immissioni comportano quasi sempre la dismissione dei veicoli che hanno alle spalle decenni e centinaia di migliaia di Km di servizio.
Col post corrente è nostra intenzione dare nota di una serie di autobus, operanti sulla rete trasportistica della Romagna, dismessi tra la fine del 2017 e le prime settimane del 2018. La maggior parte di essi hanno fatto parte della flotta del gestore pubblico, vale a dire “Start Romagna”, ma come vedremo i fermi veicolari hanno riguardato anche realtà private operanti all’interno del nostro territorio.

Iniziamo con gli autobus a marchio “Start”, procedendo in ordine numerico, in base alla matricola posseduta all’interno della flotta aziendale.

Il primo autobus che citiamo è una vettura in allestimento extraurbano, più precisamente la matr. 10102, in ordine numerico l’ultimo Iveco 380E.12.35 EuroClassH Orlandi fra quelli acquistati da ATM Ravenna nel corso del 1998.
Analogamente a quanto descritto più volte per questi mezzi, va ricordato che si tratta di autobus che hanno operato prevalentemente nella rete di TPL della provincia di Ravenna, pur essendo concepiti anche per svolgere servizi di noleggio, nonostante fossero equipaggiati col comune cambio automatico ZF a 5 marce. 
La ‘102 fa parte del gruppo di EuroClass che nel 2014 sono stati trasferiti al bacino di Forlì-Cesena, facendone riscontrare la presenza in linea anche sulla rete extraurbana di tale provincia.
Dal settembre 2017, in unione con l'unico “380” del 1999, vettura 10103, la 10102 è tornata a prestare servizio nella sua terra d’origine, dove ha operato fino al momento della sua dismissione. 
Con la ‘102 se ne va un altro tassello di una flotta, quella degli “Iveco 380 ex ATM”, che va pian piano scomparendo e che conta all’attivo solo quattro macchine (vetture 10099, 10100, 10101 e 10103) a fronte di un totale originale pari a quattordici unità. 
A ricordo dell’EuroClass 10102 alleghiamo un’immagine che ritrae la vettura a Badia di Longiano, in servizio sulla linea 140 (Cesena PuntoBus - Sogliano), titolare di una corsa del primo pomeriggio con partenza dall’autostazione cesenate ed effettuazione dell’intero tracciato. Lo scatto risale al periodo in cui la 10102 era assegnata proprio alla residenza esterna soglianese.


Nel mese di novembre 2017 sono partite le consegne dei 33 IIA Menarinibus CityMood 12 in allestimento urbano, facenti parte di un lotto proveniente dalla gara regionale 2016. Nel corso di dicembre poi questi mezzi sono diventati protagonisti, dapprima venendo esposti durante alcune presentazioni ufficiali tenutesi a Cesena, Rimini e Forlì, quindi in linea, seppur con una sola vettura immessa in servizio all’interno del bacino cesenate (il varo delle restanti è databile nell’anno nuovo).
Tutto questo ha già comportato, ed in parte comporterà prossimamente, la dismissione di vetture analoghe per allestimento e tipologia. Tra di esse vi sono anche i VanHool A300 DeSimon matr. 20051 e 20053, ultimi due autobus rimasti di un lotto originalmente composto da tre unità acquistate da ATR Forlì all’inizio del 1996. Dotati di colorazione arancio ministeriale con fascia bianca regionale, nei primi 19 anni di carriera hanno operato sulla rete urbana di Forlì, fino al giugno del 2015, passando nel frattempo attraverso la gestione AVM e confluendo poi all’interno di “Start”. Dopo una pausa estiva, nel settembre di quello stesso anno, avviene il trasferimento dell’intero gruppo presso il bacino di Rimini, al fine di andare a sopperire ad una leggera scarsità numerica in termini di autobus da 12 metri in allestimento urbano. Questo passaggio di bacino è stato in un certo qual modo incentivato dal fatto che nel frattempo a Forlì erano giunti tre Man Lion’s City CNG appartenenti al lotto “ex HELB Helsinki”. 
All’interno del territorio riminese i VanHool “ex ATR” sono stati assegnati, durante i periodi di programmazione invernale, presso le residenze di Morciano e Bellaria (in quest’ultima solo nell’inverno 2015/2016), facendo risultare la loro presenza su linee come 4, 8, 9, 124 e 134. In estate hanno operato solo nel corso del 2016, venendo impiegati prevalentemente sul servizio continuativo notturno (linee 4, 11 e 125).
Dopo il primo “pensionamento” di uno di questi VanHool, avvenuto con la vettura 20052 nel corso della primavera 2017, il mese di dicembre appena trascorso ha sancito il termine di carriera anche per le due sorelle. 
Quello che verrà ricordato dei tre VanHool “forlivesi poi riminesi”, oltre alla loro particolarità ed unicità, sarà senza dubbio la capienza, visto che a bordo erano capaci di ospitare ben 109 passeggeri.
A ricordo dei “VanHool” proponiamo un’immagine che ritrae la capostipite 20051 su una corsa pomeridiana della linea 124 da Rimini FS a Morciano, incontrata nei pressi di La Cella di Misano Adriatico.


Proseguendo in ordine numerico, fra gli autobus che non vedremo più in servizio all’interno del territorio romagnolo vi è anche l’Iveco 491E.12.27 CityClass matr. 20092, primo veicolo di questo modello, tra quelli provenienti dalla flotta “ex ATR”, ad essere distolto dal servizio per cause che sembrano essere riconducibili ad un grave guasto a cui non conveniva porre rimedio. 
Analogamente agli altri cinque veicoli analoghi (originale serie ATR 87-92 immatricolata nel gennaio del 2000) nel corso della sua vita lavorativa la ’92 ha svolto servizio prevalentemente all’interno della rete urbana di Cesena (in particolar modo sulla linea 21), con alcune apparizioni anche all’interno di quella di Forlì (utilizzata sulle linee 4 e 5), ma anche a Cesenatico o a Cervia, solamente nel periodo estivo. 
A ricordo del CityClass matr. 20092, proponiamo uno scatto che lo ritrae presso Zadina di Cesenatico, in attesa di partire su una corsa della linea 4 diretta a Gatteo Mare.


Tra gli autobus che sul finire del 2017 hanno lasciato la flotta “Start” vi è anche un extraurbano lungo piuttosto giovane, oggetto quindi di dismissione non tanto per il fatto di non essere più idoneo al servizio di linea, ma forse più per essere un “pezzo unico” a livello aziendale: stiamo parlando dell’Irisbus Axer Karosa C956 matr. 20684 per il quale si prospetta una possibile vendita.
La ‘684 è una vettura immatricolata per la prima volta nel novembre del 2005, entrata a far parte del ristretto gruppo di autobus a marchio “E-Bus” (realtà di natura pubblica che costituiva il principale il braccio operante dell’agenzia ATR all’interno della provincia di Forlì-Cesena), pur essendo formalmente intestata alla consociata “Setram”, azienda operante anche per conto del gruppo Mete, tutt’ora gestore del TPL all’interno della provincia di Ravenna.
Questo autobus forniva all’azienda, dal momento del suo acquisto, la possibilità di avere in organico un veicolo polivalente, dotato di montacarichi e postazione di alloggiamento per le carrozzine, da impiegare sia su servizi di linea, che su quelli di noleggio: tra le dotazioni presenti a bordo anche la doppia televisione. 
Nel primissimo periodo di carriera l’Axer “684” ha fatto parte del gruppo di autobus di “E-Bus” che hanno operato sui collegamenti riservati ai partecipanti delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006; si trattava di un servizio che ha visto impiegati moltissimi bus di numerose aziende italiane, tutti accomunati dal fatto di essere a marchio “Irisbus / Iveco”.
La ‘684 è stata inoltre tra le vetture impegnate sul servizio “Aerobus” che collegava l’aeroporto “Ridolfi” di Forlì con l’autostazione di Bologna, gestito da “E-Bus”, poi da AVM, fino al momento in cui è iniziato il declino inesorabile dello scalo forlivese.
Per quel che concerne il TPL, la ‘684 è stata protagonista fino al settembre 2014, sotto le gestioni prima di Setram, poi di AVM ed infine di Start, del servizio sulle principali linee che collegano la provincia di Forlì-Cesena con Ravenna, vale a dire la 135 (Bertinoro - Forlimpopoli – Ravenna - Marcegaglia), la 149 (Cesena – Ravenna – Marcegaglia)  e la 156 (Forlì – Ravenna – Enichem).
Successivamente a tale data l’autobus, divenuto nel frattempo matr. 20684 all’interno di Start, è stato fra quelli trasferiti dalla rete “ravennate” a quella “forlivese”. Questo evento ha fatto sì che la vettura fosse sub-affidata dapprima alla “Casadei” di Borello, che l’ha impiegata sulle varie linee gestite mediante l’impiego di extraurbani da 12 metri, poi alla “SAR Ranchio” che invece l’ha utilizzata, fino al momento della dismissione, su un TM gravitante sulle linee 241 e 277, quelle che collegano Cesena con l’hinterland “cervese”. 
In attesa di scoprire dove troverà “nuova vita” la 20684, proponiamo uno scatto che la ritrae presso Forlimpopoli, intenta a svolgere al corsa pomeridiana della 133 che dall’Istituto Agrario di Cesena si spinge fino a Meldola, svolta in sub-affido dalla già citata “Casadei”.


Tra i famosi “220” della flotta “ex ATR”, nella parte finale del 2017 vi è stata da registrare la scomparsa dello scenario trasportistico romagnolo di quello considerato come “unico” o “diverso”: è la vettura 20923, autobus nella versione “220/E LS”, quindi dotato di motorizzazione “Euro 1”, che si differenziava a prima vista da tutti gli altri per la presenza di due porte a libro (su tutti gli altri sono rototraslanti), possedute per il fatto di essere stato costruito per la “Bucci” di Senigallia (AN) che lo ha immatricolato per la prima volta nel corso del 1994. Il suo arrivo in Romagna è databile per l’anno 2002 ed il suo impiego in linea è stato sempre al pari degli altri veicoli del medesimo modello presenti nella flotta veicolare delle aziende forlivesi prima  (ATR poi AVM), romagnola poi (ossia Start). Da aggiungere che, nei primi anni di servizio nella nostra terra, si poteva incontrare la 923 in uso presso il bacino cesenate, con successivo trasferimento a quello forlivese. 
Da ricordare anche i cambi di livrea, il primo nel 2002, nel momento di arrivo presso ATR, con l’applicazione dell’arancio con fascia bianca regionale, il secondo nel 2014 quando è stata convertita all’arancio integrale, riportandola nella sua livrea d’origine.
A ricordo del “220” matr. 20923 proponiamo uno scatto realizzato sul tracciato della linea S2 di Forlì da Gian Marco Assirelli, presente anche all’interno del testo “Il BredaMenarinibus M 220/E LS matr. 20923 sulla linea S2”.


Nell’elenco degli autobus distolti dal servizio nel corso delle prime settimane del 2018 vanno citati anche gli ultimi due “TurboCity” rimasti attivi all’interno del parco veicolare di “Start”, autobus accomunati dal fatto di aver fatto parte, in   origine, della flotta di “SACES Cesena”, nonché per essere dei veri e propri pezzi unici all’interno del territorio romagnolo. 
Il primo veicolo che menzioniamo è l’Iveco 580.10.21 TurboCity-S matr. 29025, un raro eseplare in allestimento suburbano, dotato di due porte a libro. 
Questa vettura viene acquista nuova dall’azienda cesenate precedentemente citata ed immatricolata per la prima volta nel giugno del 1992.
Nel 2003 il vettore proprietario del bus si fonde con la “Autolinee Pollini” di Cesena dando vita a “Saces srl” e, in concomitanza con questo avvenimento, il TurboCity-S viene reimmatricolato e numerato con matr. 633. Esattamente due anni più tardi, nel 2005, la vettura fa parte di quei bus che ATR Forlì-Cesena acquista dalla aziende private operanti sulla propria rete: in questa occasione avviene un’altra reimmatricolazione e la rinumerazione con matr. 9025.
Nel 2010 altro passaggio di proprietà, visto che tutti i bus a marchio ATR confluiscono nella neonata AVM; il "Turbo corto" viene reimmatricolato per l’ennesima volta, mantenendo però lo stesso numero di matricola. Infine nel 2012 confluisce in START Romagna diventando matr. 29025.
Descrivendo la storia lavorativa di questo “TurboCity” va detto che nel periodo di appartenenza a Saces era tra gli autobus utilizzati sulle linee che collegano Cesena con Cervia e le località limitrofe, attualmente contraddistinte dai numeri 241 e 277. A queste tratte, nel periodo dal 1 giugno al 15 settembre, si aggiungeva il servizio sulle linee urbane di Cervia in pool con la locale SAC (attualmente svolto da Start).
Nei primi anni di servizio presso ATR lo potevamo trovare ancora presente sulle linee 241 e 277. Visto che si trattava dell’unico bus suburbano da 10,5 metri, viene trasferito su tratte meno affollate come ad esempio sulla linea 41, in assegnazione al deposito di Cesena, per poi essere dirottato in quel di Cesenatico dove ha svolto servizio, nel solo periodo invernale, sulle linee urbane 1/2 e 3, con qualche comparsata anche sulla linea R.
Ormai da diversi anni la “9025” era invece assegnata al deposito di Forlì, risultando presente un po’ su tutte le tratte che prevedono l’utilizzo di mezzi urbani o suburbani. 
Negli ultimissimi anni la vettura era diventata  l’assegnataria del TM 501 uscente da Pandolfa, in subappalto a CR-Bus, all’interno del quale sono inserite corse sulle linee S1, S2 e 125: è qui che ha svolto gli ultimi viaggi della sua carriera.
A ricordo della 29025, proponiamo uno scatto che la ritrae a Forlì, in servizio sulla corsa di rientro della S1 per S.Lorenzo in Noceto.


Il secondo “TurboCity” che lascia il servizio è la vettura 29026, più precisamente un Iveco 590.12.22 TurboCity-SR del 1993. Era anch’esso un veicolo davvero particolare in quanto si presentava nella versione suburbana a tre porte rototraslanti, dotato anche di finestrini oscurati che gli conferivano un fascino "tutto suo".
La sua storia è molto simile a quella già raccontata per la vettura 29025: viene infatti immatricolata per la prima volta il 23 dicembre del 1993 da “Saces sas”. Dieci anni più tardi, nel 2003, avviene l’ingresso all’interno delle neonata “Saces srl”: in questa occasione riceve l’identificativo aziendale n° 634.
Nel 2005 entra a far parte di ATR venendo rinumerata “9026”; nel 2012 infine l’ingresso in Start Romagna e l’aggiunta del “2” davanti alla matricola dei bus “ex AVM” la fa diventare la vettura 29026.
Analogamente agli tutti bus suburbani “ex SACES”, anche questo TurboCity-SR ha svolto servizio inizialmente nel territorio cesenate dove era utilizzato prevalentemente sulle linee extraurbane che collegano Cesena con l’hinterland cervese (attuali 241 e 277), oltre al servizio urbano di Cervia nel periodo estivo, prima dell’ingresso in ATR.
Intorno al 2008 la ‘9026 è stata trasferita a Forlì, dove ha svolto servizio un po’ su tutte le tratte che prevedono l’utilizzo di questa tipologia di autobus. Negli ultimi anni di servizio  questa vettura è stata la principale assegnataria del TM 505 del deposito Pandolfa, in sub-affidamento a CR-Bus, all’interno del quale sono inserite alcune corse sulla linea di rinforzo scolastico S1; proprio su questa tratta ci è capitato di realizzare uno degli ultimi scatti che ritraggono la 29026, impegnata su una delle corse di ritorno dirette a Carpinello.


Tra gli autobus che hanno lasciato lo scenario trasportistico romagnolo sul finire del 2017, in concomitanza con l'arrivo dei nuovi CityMood, vi sono anche gli ultimi tre Siccar 177/4 LU Autodromo che risultavano ancora attivi nei primi mesi del periodo invernale 2017/2018, ossia le vetture 31724, '25 e '26, sopravvissute inaspettatamente un po' di tempo in più rispetto alle sorelle, gran parte delle quali dismesse con l'immissione degli Urbanway della serie 32141-56, avvenuta nella prima metà del 2017.
La fine della carriera dei "Siccar - CAM", noti anche come "i 1700" divide le opinioni. Per i più nostalgici è qualcosa che porta tristezza, complice il fatto che se ne va un pezzo di storia del TPL riminese: rimarranno tanti ricordi, fra i quali il rombo del motore Fiat, abbinato al cambio automatico Voith, oppure le loro caratteristiche che, pur essendo urbani, ma vista la loro enorme capienza, li hanno resi protagonisti su gran parte delle linee che compongono la rete provinciale riminese.
Per chi invece è più attento alla modernità ed alla sostenibilità, se ne vanno autobus che ormai avevano fatto il loro tempo e che in un certo qual modo non si addicevano più ai canoni di ecologia ed accessibilità, attualmente molto importanti per garantire un servizio sostenibile ed alla portata di tutti.
Va ricordato che la flotta ex ATAM/Tram contava al primo interno ben 18 Siccar 177/4 CAM, acquistati dalla storica municipalizzata riminese tra il 1985 ed il 1988, tutti poi confluiti all'interno della flotta Start.
Da ricordare anche che con la dismissione degli ultimi tre "1700", gli autobus urbani a 4 porte scompaiono definitivamente dal territorio romagnolo.
A corredo, uno scatto che ritrae il “Siccar” 31726 a Cesenatico, in servizio sulla linea 94 per Bellaria, Igea e Torre Pedrera, assegnazione raccontata all’interno del testo “Un “Siccar” a Cesenatico”.


Fra gli autobus del bacino di Rimini che hanno lasciato il servizio sul finire del 2017 ve ne è anche uno in allestimento extraurbano, vale a dire la vettura 34165, uno degli ultimi due Iveco 380E.12.35 EuroClassH rientrati in servizio lo scorso settembre, dopo la pausa estiva.
La '4165 viene immatricolata per la prima volta nel 1997 dalla ditta "Salvadori" con sede a Carpegna (PU). Nel 2004 entra a far parte della flotta di "Tram Servizi", dopo essere stata acquistata insieme ad una vettura gemella, poi numerata con matr. 4164.
Prima dell'entrata in servizio all'interno della rete gestita dall'azienda riminese, entrambe le vetture, originalmente di colore blu con decorazioni, subiscono la rinverniciatura integrale in bianco.
Analogamente agli altri cinque EuroClass, la 4165 viene utilizzata sia sulle varie tratte che prevedono l'impiego di questo genere di vetture, ma anche per svolgere noleggi a breve raggio: non a caso sul muso anteriore erano presenti le insegne di "Tram Away".
Con l'avvento di Start, la 34165 finisce ad operare prevalentemente all'interno del bacino della Val Marecchia, spesso assegnata alla residenza di Novafeltria, in alternativa, ma solo nel periodo invernale, presso quella di Carpegna, tornando di fatto laddove ha sede l'azienda che l'ha posseduta in origine.
Quale ricordo della 34165 proponiamo uno scatto che la ritrae presso Villa Verucchio, impegnata su una corsa della linea 160 partita da Novafeltria e diretta a Rimini.


Passiamo ora i vettori privati, visto che tra gli autobus che non troveremo più in servizio sulla rete romagnola di TPL vi è anche il “370S.12.30 di Zaganelli”, unica vettura di questo modello che ha fatto parte della flotta dell’azienda con sede a Lugo di Romagna (RA).
Questo autobus viene realizzato dalla casa costruttrice per ATM Ravenna ed ha fatto parte di un piccolo gruppo formato da due unità immatricolate per la prima volta all’inizio del mese di agosto del 1993, venendo dotate di matricole 5 e 6; quello in questione è la “ex 6”. 
Entrambe le vetture, in origine contraddistinte dalla livrea blu ministeriale con fascia bianca della regione Emilia-Romagna, hanno svolto servizio presso l’azienda pubblica ravennate fino al 2005 quando, alcuni mesi dopo l’ultima gara avvenuta in tale bacino provinciale per l’affidamento dei servizi di TPL, gli autobus in uso alle aziende private sono ceduti alle medesime: tra di essi anche i due 370S.12.30, con la 5 che finisce nelle mani di un’altra azienda lughese, la “Manenti”, mentre la 6 appunto a “Zaganelli”. A quest’ultimo vettore viene ceduto da ATM anche l’Iveco 370S.10.24/T matr. 614, classe 1989, già vettura 14 di AMF Faenza, poi dismesso nel corso del 2009.
Per quel che concerne la ex vettura 6, negli anni a venire cambia livrea, ricevendo il classico bianco che contraddistingue la maggior parte degli autobus in servizio nel TPL del bacino romagnolo. La “Zaganelli” continua ad impiegare il “370S” prevalentemente sulle varie corse in sub-affido sulla rete di ATM prima, di START poi.
La dismissione della “ex 6” è databile nella seconda metà del dicembre 2017 e da quel che sembra l’azienda di Lugo l’ha ceduta in permuta alla “Evobus” in concomitanza con l’acquisto di un nuovo Setra S418 LE Business, autobus extraurbano a 3 assi (vedi Un nuovo Setra S418 LE per le strade della Bassa Romagna ). La speranza è quindi che il “370S di Zaganelli” trovi nuova vita.
In ricordo di questa vettura, proponiamo uno scatto, realizzato da Gian Marco Assirelli, che lo ritrae in servizio nei pressi della piccola località di Ciribella, su di una corsa della linea 180 proveniente da Voltana e diretta a Lugo. 
Visto che è stata menzionata, la gemella della “ex 6”, ossia la “ex 5”, è stata oggetto di dismissione nel corso del 2016 quando la “Manenti” ha acquistato lo Scania DeSimon IL3 ex vettura 317 di ATAP Pordenone.


Francesco Gardini – 29/01/2018

giovedì 25 gennaio 2018

CrosswayLE "regionali": il 27° di Start, ma il 1° di Ravenna.



Un gennaio carico di nuove immissioni quello che ha aperto questo nuovo anno, il 2018.
La giornata odierna, giovedì 25, ha fatto registrare l'entrata in servizio di una nuova vettura extraurbana a marchio "Start Romagna", più precisamente quella contraddistinta dalla matricola 34257, vale a dire il 27° IvecoBus CrosswayLE Line "regionale" facente parte della flotta aziendale del vettore pubblico romagnolo, ma il primo ad essere assegnato, un po' inaspettatamente, al bacino di Ravenna.
Oltre a questo, la 34257 è anche il primo CrosswayLE da 12 metri ad essere assegnato presso tale bacino trasportistico: fino ad ora infatti gli unici CrosswayLE assegnati alla rete “ex ATM” risultavano essere i quattro da 13 metri. Tutti quelli da 12 metri che si sono potuti incontrare fino ad ora all’interno della provincia di Ravenna, sono invece macchine formalmente assegnate al bacino di Forlì-Cesena.

Nella sua giornata inaugurale la nuova 34257 è stata assegnata ad uno dei TM extraurbani uscenti dal deposito ravennate di v.le delle Industrie, più precisamente quello al cui interno è inserito il giro di metà mattina sulla linea 176, comprendente la corsa delle 9:00 da Ravenna p.za Caduti ed il rispettivo rientro delle 10:00 da Cervia.
Esteticamente la 34257 presenta un differenza che la rende distinguibile dagli tutti gli altri CrosswayLE: le cornici superiori delle vetrate laterali, su entrambi i lati, sono verniciate dello stesso colore della carrozzeria, ossia in bianco, mentre su tutte le altre vetture di questo modello si presentano di colore nero.

Il capitolo “IvecoBus CrosswayLE” non può ancora definirsi chiuso per quel che riguarda la flotta targata “Start Romagna”: come già annunciato nei prossimi mesi è prevista l'immissione di altre sette vetture da 12 metri che dovrebbero andare a formare la sotto serie 34258-34264.
Da ricordare che oltre alla 34257, Start Romagna può attualmente contare, all’interno del proprio parco veicolare, ben 36 Crossway nella versione “Low-Entry”, ossia completamente ribassati nella parte anteriore, fino alla porta centrale. Dieci di questi sono stati immessi in linea nel corso del 2016 e sono identificabili nelle prime sei vetture da 12 metri entrate in servizio a Rimini (serie 34221-34226) e nei quattro 13 metri operanti a Ravenna (serie 34301-34304). 
I restanti 26 sono invece “fratelli” della vettura varata in data odierna, acquistati per mezzo di una gara regionale svoltasi nel 2016 che ha coinvolto le varie aziende pubbliche operanti all’interno del territorio emiliano-romagnolo. Questi autobus sono invece entrati in servizio tra la primavera e l’estate del 2107, con le prime dieci vetture che sono state assegnate al bacino di Rimini, mentre le restanti a quello di Forlì-Cesena.

In allegato proponiamo uno scatto che ritrae la nuova 34257 presso Milano Marittima, in servizio su una delle corse precedentemente citate della 176, quella da Cervia a Ravenna. Peccato solo che il "novellino" viaggiasse a display spenti, ma con una tabella fissa posizionata sul cruscotto, indicante numero di linea e destinazione.

Francesco Gardini - 25/01/2018

domenica 21 gennaio 2018

Un nuovo Setra S418 LE per le strade della Bassa Romagna


Nel corso delle ultime settimane, nonché le prime del 2018, è entrato in servizio presso l’azienda lughese Zaganelli Group un nuovo autobus decisamente particolare ed insolito per la Romagna: un Setra S418 LE Business!

Si tratta della versione Low-Entry, quindi col pianale ribassato tra le due porte di accesso, prodotto dalla tedesca Setra e facente parte della gamma “MultiClass”, nella variante più lunga, ovvero da 14,6 metri e tre assi. 
È caratterizzato dalla livrea bianca e dai loghi aziendali di colore giallo e grigio, tipici dei bus di linea della ditta lughese. Le porte sono entrambe ad anta singola ad espulsione verso l’esterno, nella variante a larghezza maggiorata rispetto a quelle normalmente presenti sui bus extraurbani, precisamente da 115 centimetri, che permette di avere, in corrispondenza dell’accesso centrale, la rampa per la salita di una carrozzella, a cui naturalmente corrisponde un’apposita postazione interna. I sedili sono modello “Setra Transit”; di questi, solamente quattro sono rivolti in senso opposto a quello di marcia, situati in corrispondenza del passaruota anteriore.
È inoltre dotato di display Aesys a LED bianchi, di cui uno frontale da 160x16 pixel, abbinato ad uno laterale ed uno posteriore (se non erro, in quanto visti “di sfuggita”, rispettivamente da 80x16 e  40x16 pixel).
Infine è presente, come ormai di consuetudine, l’apparato AVM, con anche funzione di emettitrice e validatrice, di marca AEP, collocato sul cruscotto.

Questo nuovo “Setrone” a tre assi a pianale ribassato risulta senz’altro qualcosa di particolare per il bacino di Ravenna, e più in generale per tutta la Romagna. Tuttavia non si tratta di una novità assoluta, anche se curiosamente le caratteristiche “moderne” di questo mezzo sono state introdotte per la prima volta sul territorio, negli ultimi anni, sempre da Zaganelli Group!
Infatti, il primo Low-Entry ad entrare in servizio nella provincia di Ravenna è stato il Volvo 8700 LE acquistato usato dall’azienda lughese ed immesso in servizio sul finire del 2015. Inoltre, a livello romagnolo, Zaganelli è stata la prima ditta a mettere su strada un Low-Entry a tre assi da 15 metri, nell’autunno del 2016, e che fino ad ora risultava unico nel suo genere.
Inoltre, seppur di minore rilevanza, la società lughese è stata una delle prime, in questo caso addirittura a livello nazionale, oltre che locale, ad installare su uno dei suoi mezzi un display per la destinazione a LED bianchi, in luogo dei consueti a LED di color arancio (sul Setra S315 GT).

Attualmente, il nuovo Setra S418 LE Business non è destinato a rimanere un “esemplare unico”. Infatti, presso la Cooperativa Trasporti di Riolo Terme, sono in corso di allestimento ed immissione mezzi analoghi (…e non solo).

A testimonianza, una foto scattata lungo via Oriani a Lugo, mentre il nuovo S418 svolgeva la corsa della linea 2/RA (o 181, secondo la nuova numerazione) partita dalla vicina piazza Garibaldi alle 13.06 e diretta a Lavezzola.


Gian Marco Assirelli - 21 gennaio 2018

giovedì 18 gennaio 2018

ELETTROMOBILI: GLI AUTOBUS ELETTRICI DEGLI ANNI VENTI

di Roberto Renzi - 18/01/2018

La trazione elettrica ad accumulatori ha una lunga storia: in Italia sono della fine dell'Ottocento i primi esperimenti di elettromotrici ferroviarie dotate di batterie al piombo. Nel campo dei veicoli gommati, fu al principio degli anni venti del Novecento che dapprima a Roma, poi a Milano furono immessi in servizio autobus elettrici con l'intento di creare una rete complementare a quella tranviaria. 

Anche in Romagna e nel Pesarese tra il 1922 e la fine del decennio si svilupparono servizi di autobus ad accumulatori.
In questo periodo gli "elettromobili" - così erano chiamati (al maschile) questi veicoli - effettuavano un servizio urbano a Cesena del quale, per ora, chi scrive non ha reperito esaurienti notizie: la pagina Facebook "Cesena di una volta" riporta che «nel 1925 entrò in servizio, a Cesena, il primo autobus urbano di linea. Dalla stazione ferroviaria, percorrendo corso Cavour, corso Sozzi (all'epoca corso Umberto - n.d.r.) e viale Mazzini, giungeva fino a piazza Fabbri, dove fermava accanto al Palazzo del Ridotto». A corredo di questo commento, una foto molto bella, tratta dal fondo fotografico Dellamore, che raffigura un autobus elettrico in sosta davanti alla stazione ferroviaria. Che il percorso fosse "Piazza–Stazione", è confermato dai cartelli esposti sul frontale di un'altro elettromobile, ritratto davanti al fabbricato viaggiatori della stazione nuova (costruita dopo il 1925).
L'esistenza di elettromobili anche nelle città di Forlì e Faenza è citata da varie fonti, tra cui una pagina web dedicata al servizio iniziato a Milano nel '22, alla quale si rimanda chi volesse approfondire la tecnica (Milano, 1922: gli autobus ad accumulatori); per quanto riguarda Faenza esiste almeno un'immagine che ne testimonia la presenza.

Nel 1921 fu inaugurato un servizio di elettromobili nella città di Pesaro, cui fece seguito una linea extraurbana Pesaro–Fano, relazione sulla quale esisteva un progetto, mai realizzato, di tranvia elettrica. La gestione era a cura della STAE (Società Trasporti Auto Elettrici), che dal 1927 impiegò questi mezzi anche sulla linea per Montelabbate e dal 1931 in un servizio stagionale tra Fano e il suo Stabilimento Bagni (cfr. C. Cerioli, Da Camerino al mondo - per una storia dei trasporti nelle Marche, ed. ETR, Salò 1986).



Relativamente a Rimini, esiste una discreta documentazione dei servizi svolti con autobus ad accumulatori a partire dal giugno 1922 dalla SATE (Società Anonima Trasporti Elettromobili), guidata dal Cavalier Luigi Ricci, che ottenne dal Comune la concessione del servizio che anteguerra era svolto da una corriera a cavalli: da piazza Giulio Cesare alla “Chiesa Nuova” (così era chiamata dai riminesi Santa Maria Ausiliatrice in piazza Tripoli), attraverso le vie Flaminia e Tripoli: un itinerario reso poco affidabile in termini di regolarità dalle prolungate chiusure del passaggio a livello di viale Tripoli. In attesa della promessa linea tranviaria, che avrebbe richiesto la costruzione di un sovrappasso e che perciò non si fece mai, erano previste una corsa ogni 30 minuti in giugno e settembre ed una ogni 15 in luglio e agosto.

L’esperienza fatta con questi mezzi fu comunque utile alla SATE per candidarsi alla gestione del servizio tranviario da piazza Cavour agli Ospizi Marini (Bellariva), che di lì a poco sarebbe stato “messo sul mercato” dal Commissario prefettizio che con l'avvento del regime fascista aveva preso il posto del sindaco.

Nella relazione di quest'ultimo al Consiglio Comunale, si affermava che per l’appalto del servizio erano stati interpellati alcuni industriali e che l’unica proposta pervenuta era stata quella della Società SATE.

Il contratto di appalto per l'esercizio della tranvia fu stipulato per tre anni dal primo aprile 1923. Nel frattempo la SATE estendeva la rete servita dagli elettromobili: nell’estate dello stesso anno questi risultano impiegati sulle relazioni Rimini–Viserba (8 coppie di corse di cui l’ultima, a mezzanotte, “aspetta l’uscita del teatro”), Rimini–Santarcangelo (2 coppie di corse) e Rimini–Riccione (4 coppie di corse).

La SATE ottenne ancora l’appalto per esercizio dei servizi urbani e suburbani di elettromobili dal primo luglio al 30 settembre 1924: il Commissario stanziò un contributo di 7000 lire, poi elevato a 12.000, per le linee da piazza Giulio Cesare a piazza Tripoli (7 coppie di corse) e da piazza Giulio Cesare a Viserba (4 coppie di corse).
L’Impresa del Cavalier Ricci in quell’anno esercitava anche un servizio di collegamento tra il Sanatorio Comasco, capolinea del tram, e la zona balneare di Riccione (viale Viola) con 5 coppie giornaliere più una limitata a Miramare. Tra quest’ultima località e Riccione i bus elettrici dovevano transitare sulla via Flaminia. Di lì a poco, però, sarebbe stato inaugurato il ponte sul rio Marano lungo la strada costiera e il completamento dell’importante arteria avrebbe dato finalmente concretezza alle aspirazioni a prolungare la tranvia fino a raggiungere la "Perla verde" (vedi 90 ANNI FA: IL TRAM A RICCIONE!).

Nel 1925 la SATE continuava a gestire il tram e i servizi di elettromobili, tra cui la linea dal Comasco a Riccione, ma il desiderio di attuare al più presto i prolungamenti che avrebbero consentito di dotare la costa di un’estesa rete tranviaria, fecero sì che venisse favorevolmente accolta la proposta di acquisto della tranvia avanzata nella primavera di quello stesso anno dall’imprenditore Augusto Cardelli, già esercente il tram a cavalli.
Dopo lunghe trattative, dal primo aprile 1926 l’esercizio della tranvia veniva assunto per quarant’anni dal Cardelli: nel capitolato erano inseriti gli impegni a compiere importanti modifiche all’impianto e il prolungamento Rimini–Viserba.
Nel frattempo, il Cardelli era obbligato a gestire i servizi per piazza Tripoli e Viserba con elettromobili «o altri mezzi a trazione meccanica», dal 15 giugno al 30 settembre di ogni anno. 
Anziché elettromobili, per l’esercizio delle due linee stagionali il Cardelli impiegò autobus con motore termico. Poco prima dell’estate, il 4 maggio 1926, l’assemblea della SATE aveva deliberato la messa in liquidazione della Società. Terminava così la storia della trazione ad accumulatori nella città di Rimini.

Se dalle ricerche d'archivio si sono potute ricavare varie notizie, sono invece molto rare le immagini che ritraggono elettomobili in servizio per le strade di Rimini. A Cesena, ma verosimilmente anche negli altri casi, si trattava di veicoli prodotti dalla casa milanese Rognini & Balbo, specializzata nella trazione elettrica ad accumulatori, sia ferrotranviaria che stradale, che in quegli anni produsse, o fece produrre su licenza, mezzi di questo tipo per molte città italiane.
Questi autobus elettrici, lunghi circa 6 metri e mezzo e il cui motore era alimentato da pesanti accumulatori al piombo – dei quali il produttore più affermato era la ditta Giovanni Hensemberger di Monza – con un tempo di scarica caratteristico di tre ore (cfr. Cornolò-Molino, Locomotive ad accumulatori, ed. Duegi, Ponte S.Nicolò 2007) offrivano un numero limitato di posti e non raggiungevano velocità superiori ai 20 km/h; le ruote in gomma piena limitavano molto il comfort di marcia. Sovente (anche nel caso di Rimini) erano coloriti in bianco gesso, mentre la forma della cassa si ispirava ai modelli tranviari dell’epoca: non a caso a Reggio Emilia, dove veicoli analoghi erano impiegati sull’intera rete urbana, essi furono chiamati “autotram”.
Esaminando gli orari pubblicati all’epoca, un turno di due vetture risultava sufficiente a coprire tutta la rete che, oltre alla linea urbana da piazza Giulio Cesare a piazza Tripoli, comprendeva tra il 1923 e il 1925 anche le linee per Viserba e Riccione e nel 1923 pure la Rimini–Santarcangelo.
Non ci è dato di sapere se, in periodi di scarso traffico o per interruzioni della linea, gli elettromobili furono effettivamente impiegati in sostituzione dei tram, facoltà prevista dal capitolato di concessione dell’esercizio della tranvia urbana.
La ricarica degli accumulatori avveniva nella rimessa sociale, che a Rimini si trovava in una posizione alquanto centrale, al civico 73 della via del Porto. In tutti gli orari pubblicati si nota un vuoto d’offerta nel primo pomeriggio, opportunamente previsto per poter ricaricare le batterie o scambiarle con altre già cariche. 
Quanto alle possibilità d’impiego degli elettromobili anche su percorsi di una certa lunghezza (forse trasportandosi appresso un gruppo di scorta), la pubblicità della SATE (“Il Moscone”, 13 e 28 luglio 1923) annunciava che con questi mezzi «si fanno gite cumulative per San Marino - Gradara - Urbino - Furlo - Ravenna», in un raggio cioè fino a 80 km da Rimini; inoltre la stessa Società offriva al pubblico nei suoi locali un servizio di riparazione e ricarica degli accumulatori «di qualsiasi tipo di automobile a prezzi limitatissimi».

FOTOGRAFIE

  1. Inserzione pubblicitaria della ditta Rognini & Balbo, principale produttrice di veicoli industriali ad accumulatori negli anni Venti (collezione Roberto Renzi).

  1. Davanti alla vecchia stazione di Cesena sostano due omnibus: quello a cavalli e quello a trazione elettrica, ben munito di cartelli pubblicitari (Fondo Dellamore - Biblioteca Malatestiana Cesena).

  1. Un elettromobile, alquanto differente da quello della foto 2, fermo al capolinea della stazione ferroviaria di Cesena. Il fabbricato viaggiatori è quello ancor oggi esistente, risalente alla seconda metà degli anni Venti  (collezione Roberto Renzi).

  1. Immagini del servizio nelle città di Pesaro e Fano (linea per lo Stabilimento Bagni). Va ricordato che l'affermazione degli elettromobili nella città di Roma fu opera del pesarese Giorgio Ugolini (da E-bay).

  1. Orario 1 maggio 1927 della linea Pesaro–Montelabbate. Due coppie di corse con un'ora di percorrenza per 13 km in piano (da O. Bucci, La mobilità organizzata nelle Marche settentrionali tra '800 e primo '900, Il lavoro Editoriale, Ancona 2011).

  1. Nell'estate 1923 la SATE collegava Rimini con Viserba, Riccione e Santarcangelo.  I tempi di percorrenza sembrano smentire le critiche di eccessiva lentezza rivolte ai bus elettrici (Archivio di Stato Rimini).

  1. Ritaglio con l'orario 25 luglio 1923 della linea Rimini–Viserba. La corsa di mezzanotte partiva dopo l'uscita dal teatro! (collezione Gabriele Savi).

  1. Biglietto "Tranvie di Rimini" emesso dalla SATE, che quarant'anni prima dell'ATAM aveva costituito una vera e propria rete auto-tranviaria nella città di Rimini (collezione Davide Damiani).

  1. Piazza Giulio Cesare prima del 1927, ancora senza le rotaie del tram. In basso a destra sosta un elettromobile (collezione Roberto Renzi).

  1. Orario allegato alla concessione del 1925, comprendente anche il servizio urbano piazza Giulio Cesare–piazza Tripoli. L'offerta appare ridimensionata; la linea per Riccione parte da Bellariva ("Comasco") ed è in corrispondenza con il tram da e per Rimini (Archivio di Stato Rimini).

  1. Rara cartolina di Viserba con un elettromobile in sosta nella piazza a mare, intitolata nel 1926 a Giovanni Pascoli. L'albergo Turci è l'attuale Stella d'Italia (collezione Roberto Renzi).

  1. Faenza, piazza Umberto I (oggi piazza della Libertà) intorno al 1930: nell'immagine compare un autobus ad accumulatori, che ci piace considerare l'antesignano dell'odierno Green Go Bus! (grazie a Gregorio Turri).

domenica 14 gennaio 2018

I Citymood sono sbarcati anche a Forlì



Ne abbiamo parlato più volte nelle ultime settimane, in particolare all'interno del gruppo Facebook di Trasporti Pubblici in Romagna, ma non era ancora stato dato un riscontro fotografico della presenza dei nuovi Menarinibus Citymood urbani di Start Romagna in servizio a Forlì.

Il primo a svolgere servizio per le strade forlivesi, nei primissimi giorni del 2018, è stata la vettura 32217, dopo essere stata trasferita da Cesena, dove aveva segnato il proprio “debutto ufficiale” nelle ultime settimane del 2017, sulla linea 11.
La prima settimana dell’anno fa registrare anche l’immissione del secondo “Mood” di Start Romagna, precisamente la 32225, che da subito trova spazio in un turno della linea 5-5A di Forlì.
Infine nella settimana successiva, la prima “scolastica” dell’anno, vengono immesse anche le vetture 32224 e 32226. Degno di nota il fatto che la 32227 abbia recentemente preso servizio sulle linee di Cesena, il che sembra confermare che dei 17 Citymood destinati al bacino di Forlì-Cesena (32217-’33), la prime dieci unità svolgeranno servizio a Forlì, mentre le restanti sette a Cesena.

La presenza di quattro Citymood circolanti a Forlì fa sì che in questo momento risulti la città romagnola ad averne il maggior numero in servizio (a Cesena attualmente ne dovrebbero girare tre, mentre a Rimini uno).
L’assegnazione dei nuovi Menarinibus presenti è Forlì, curiosamente, riguarda sia le linee urbane che quelle suburbane (nonché qualche “apparizione” anche in extraurbano). 
Nella giornata di ieri (sabato 14 gennaio) due Citymood svolgevano servizio su due diverse linee urbane, gestite da Start e su cui è usuale vedere mezzi da 10 o 12 metri, ovvero la 5-5A e la 7; mentre gli altri due erano assegnati a turni che svolgono prevalentemente le linee suburbane 96 per Meldola e 96A per Predappio, sui quali invece è consuetudine incontrare vetture con allestimento suburbano, in primis i BredaMenarinibus M240 LS.


A corredo una foto del Citymood 32225 scattata nel tardo pomeriggio del 5 gennaio (il giorno successivo la 32204 avrebbe debuttato a Rimini). È ritratta mentre si trovava in sosta alla fermata del centro commerciale Punta di Ferro, situato alla periferia nord di Forlì, nonché capolinea della 5, su cui stava svolgendo servizio in quel momento.

Gian Marco Assirelli - 14 gennaio 2018

venerdì 12 gennaio 2018

Sulla linea 138 arriva il nuovo Crossway “34281”!!!



Nell'operazione di rinnovamento delle flotte veicolari destinate ai servizi di TPL messa in atto su scala regionale, i principali protagonisti del momento sono senza dubbio gli IIA Menarinibus CityMood, consegnati a fine 2017 ed in corso di immissione in regolare servizio di linea.
Per quel che concerne Start Romagna, contemporaneamente ai "Mood" vi è stato da registrare l'arrivo di tre autobus acquistati in pronta consegna, tutti a marchio IvecoBus, riconducibili in due Urbanway CNG, uno da 10,5 e l'altro da 12 metri, entrambi in allestimento urbano destinati al bacino di Ravenna, ai quali va aggiunto un Crossway Line 12, quindi un veicolo extraurbano, per Forlì-Cesena.
Dei tre, proprio quest'ultimo autobus è il primo ad essere stato riscontrato in servizio, a seguito del varo ufficiale in linea, avvenuto nei giorni scorsi.

Nel presentare questa "new-entry", vogliamo mettere in luce il fatto che si tratta attualmente di un pezzo unico all'interno della flotta aziendale a marchio “Start”. Il nuovo Crossway, contraddistinto dalla matricola 34281, è un veicolo a pianale normale molto simile ai "Crossini" da 10.8 metri già presenti all'interno del parco veicolare del gestore pubblico romagnolo, in particolar modo a quelli del primo lotto (serie 34061-34063, acquistati a fine 2015), ma più lungo di circa 1 metro e 20 cm, quindi di lunghezza pari a 12 mt.

Esteticamente la 34281 è caratterizzata dalla classica livrea bianca, ormai divenuta quella tipica dei bus operanti nel TPL Romagnolo. 
Per l'accesso a bordo sono presenti due porte ad espulsione ed ad anta singola, collocate rispettivamente in posizione anteriore e centrale.
Le caratteristiche tecnico/meccaniche sono le stesse possedute dalla maggior parte dei "Cross" attualmente prodotti da IvecoBus, tra le quali spicca il motore Cursor 9 da 8710 cc alimentato a gasolio e rispecchiante la normativa Euro VI.
A bordo sono presenti 55 posti a sedere ed è omologato per ospitare anche 27 passeggeri in piedi lungo il corridoio.
La vettura è allestita con tutti gli apparati previsti sugli autobus che operano all'interno del bacino forlivese-cesenate (sistema AVM con terminale di bordo RoadRunner, obly Stimer, ecc.); sono inoltre presenti display per l’indicazione della destinazione a marchio Aesys, nella versione a led arancio.

Nel corso delle sue primissime giornate di servizio, identificabili nella seconda settimana del mese corrente, gennaio 2018, il nuovo Crossway matr. 34281 è stato assegnato su uno dei TM del deposito "Spinelli" di Cesena, operante prevalentemente sulla linea 138 Cesena PuntoBus - Bagno di Romagna: al suo interno sono inseriti due giri feriali, più precisamente il primo del mattino e l'ultimo del pomeriggio, entrambi facenti perno sul capoluogo cesenate (partenze dal PuntoBus delle 6:55 e 14:50, da Bagno delle 10:30 e 17:30). A tali percorrenze negli scolastici si aggiungono corse da Cesena a Forlì e ritorno: in andata viene effettuato il 138 Istituto Agrario - Diegaro delle 13:04, con prosecuzione fino al PuntoBus forlivese come linea 125. Tale numerazione contraddistingue anche la percorrenza di rientro con origine a Forlì alle 14:10, avente il compito di collegare le autostazioni dei due capoluoghi.
Fin dal momento in cui abbiamo appurato che la 34281 sarebbe stata assegnata al bacino di Cesena, il nostro sentore, da attenti osservatori della realtà trasportistica romagnola, è stato quello che la "new-entry" sarebbe finita ad operare prevalentemente sulla 138. Questo presagio ci è balzato subito in mente in quanto la Cesena - Bagno di Romagna è una di quelle linee sulla quale operano la maggior parte degli autobus strutturalmente più simili a questo Crossway, ossia gli Irisbus SFR 160 Arway: già da alcuni anni a fronte di sei unità totali (serie 20766-20770), ben quattro di esse svolgono regolare servizio prettamente sulla 138.
L'attuale assegnazione della 34281 dovrebbe essere quindi stata incentivata al fine di garantire una sorta di uniformità veicolare, introducendo un autobus ideale per la principale linea di vallata avente origine nella città di Cesena, la quale si snoda lungo la valle del Savio con un tragitto complessivo che, se analizzato nella porzione fino a "Bagno", prevede una porzione lungo la superstrada E45, tra Borgo Paglia e Cesena (ci sono anche le dirette scolastiche!!!), un tratto di fondovalle da Borello a Sarsina poi, oltrepassata quest'ultima cittadina, un tracciato montano formato da curve continue e/o tornati. 
L'insieme di queste condizioni comporta quindi l'esigenza di garantire il maggior numero di posti a sedere possibili, considerando anche che la distanza tra i due capilinea supera i 55 Km. Non a caso sulla 138, pur essendo nell'epoca dell'extraurbano low-entry, vengono privilegiate le corriere con 55 sedili: oltre alla nuova 34281 ed ai citati Arway, su questa extraurbana è facile trovare anche alcuni MyWay, mentre attualmente sono impiegati meno frequentemente i CrosswayLE che hanno spopolato sulla 138 durante l’estate passata, ma dall’inizio dell’orario invernale sono relegati solitamente a linee meno impervie.

In allegato al testo corrente abbiamo deciso di inserire un'immagine del nuovo Crossway matr. 34281, impegnato proprio sulla già citata corsa pomeridiana per Bagno di Romagna.

Francesco Gardini – 12/01/2018

mercoledì 10 gennaio 2018

MyWay, da verde a “all-white”, atto 2° - La 700.



Una delle novità riscontrate con l’arrivo di questo nuovo anno, il 2018, riguarda il ritorno in servizio di un autobus “rinnovato” a seguito di un intervento di revisione generale che, tra l’altro, ne ha cambiato il suo aspetto esteriore: è l’Irisbus 399E.12.35 MyWay matr. 20700, capostipite del gruppo formato da ben 66 unità acquistate da ATR Forlì-Cesena tra il 2003 ed il 2005 (serie 700-765), ma anche prima vettura del 1° lotto formato da 30 macchine.
La 20700 è il secondo MyWay, dopo la sorella 20703, tra quelli operanti all’interno del bacino di Forlì-Cesena, a cambiare il proprio look, passando dal caratteristico verde metallizzato, al bianco tipico degli autobus attualmente impiegati sul TPL romagnolo.

Per quel che concerne la storia operativa della 700, va ricordata una lunga parentesi iniziale nel territorio forlivese, dove è stata per diverso tempo assegnata alla residenza esterna di Predappio, avente in carico gran parte del servizio sulla linea 129 (Forlì – Predappio – Premilcuore). 
Poi il trasferimento al bacino di Cesena, dapprima assegnata al gruppo di Savignano, poi a quello di Sogliano quale titolare di uno dei due TM in sub-affido alla ditta “F.lli Spighi”, attualmente operante, nel corso del periodo invernale, sulle linee 140 (Cesena – Sogliano) e 141 (porzione Savignano – Sogliano).
A queste linee va poi aggiunta la 167, una delle linee mare svolte nel periodo estivo, dove la 700 è stata protagonista solo in una manciata di stagioni, visto che per alcuni anni  si è potuto riscontrare l’impiego o di vari “Daily” o di un Iveco 370E.9.27 DallaVia Giotto.

Il ritorno in servizio della 20700 dopo il restyling generale è avvenuto, come accennato precedentemente, nelle primissime giornate del 2018: ci è capitato di incontrarla a Cesena, in zona stazione, appena partita di dal locale PuntoBus, in quanto titolare di una corsa del primo pomeriggio sulla 140 per Sogliano, svolta in questo caso direttamente da “Start”. 
La nuova colorazione “all-white”, forse complice l’assenza di loghi aziendali, si presentava un tantino troppo marcata: gli unici “stacchi” cromatici erano in corrispondenza delle vetrate e del pannello posteriore posizionato nella parte alta, dove è collocato l’impianto per l’aria condizionata.

Per i più attenti a quel che fu la realtà di ATR all’interno del territorio romagnolo, il veder lentamente scomparire il “verde MyWay” fa indubbiamente un certo effetto.
Questa ben precisa livrea, un verde metallizzato tendente verso una tonalità chiara, è stata introdotta dall’azienda forlivese proprio con l’arrivo dei MyWay: la scelta sembra essere ricaduta su di essa ricercando una colorazione che richiamasse il rispetto dell’ambiente, peculiarità della nuova flotta extraurbana che sarebbe stata introdotta nel giro di un paio di anni, con la sostituzione di vari Fiat 370.12.25 e 370.12.26 di colore blu ministeriale, alcuni dei quali carrozzati dalle emiliane Menarini e Autodromo, immatricolati tra il 1977 ed il 1984.
Negli anni a venire il “verde MyWay” è stato poi esteso, in fase di revisione generale, anche ad altre vetture extraurbane, di differenti modelli e dimensioni; le ultime riverniciature in verde sono databili per il 2013.
Da ricordare inoltre che, dopo i 65 MyWay, gli unici autobus usciti di fabbrica in livrea verde, poi impiegati nella provincia forlivese-cesenate, sono stati i sei Irisbus SFR 160 Arway (gruppo 20766-20771), immessi in servizio tra il 2012 ed il 2013, quindi già nel corso della gestione di Start Romagna, pur essendo stati acquistati su bando di gara emesso da AVM.

Francesco Gardini – 10/01/2018